Speciale Goal.com - Juve-Real Madrid il giorno dopo: virtù e difetti dei bianconeri

Un'analisi critica della partita di ieri sera.

01/ago/2009 19.25.16

Camoranesi, Drenthe, Real Madrid-Juventus (Marca)
Galleria Foto
Zoom
Camoranesi, Drenthe, Real Madrid-Juventus (Marca)

Link Correlati

Squadre

SIVIGLIA - Cos'ha lasciato Juventus-Real Madrid a Ferrara e ai suoi ragazzi? Una vittoria che fa morale - si dice in questi casi - e prestigio - e questo lo aggiungiamo noi. Il resto è parte di un percorso di consapevolezza, di acquisizione di personalità di squadra, che è ancora all'inizio, ma su strada già ben definita. Il carattere della Juve non è una novità, non lo è la sua capacità di soffrire, né quella di ripartire e fare male. Quello che Ciro sta infondendo è una mentalità che forse negli ultimi tempi c'era, ma solo a parole: "Andiamo e giochiamocela contro chiunque, noi siamo la Juve e non abbiamo paura di nessuno". Idea coraggiosa e inevitabile per un club che vuole ambire, il più è metterla in pratica.

Giovinco
al posto di Diego dal primo minuto contro il Real Madrid, benché si trattasse di un'amichevole, è un buon inizio, cambiare lo stesso Giovinco con Zanetti a mezzora dalla fine un po' meno. E' vero, il Real Madrid è uno squadrone di abili palleggiatori, ma giocarsela a volte vuol dire di più che controllare e ripartire, tenere le linee strette, chiudere tutti i varchi, e sparacchiare in avanti. Intendiamoci, comprendiamo tutte le difficoltà di un inizio di stagione e di un avversario temibile, ed abbiamo celebrato anche noi la vittoria di ieri sera come un'impresa, perchè lo è stata, ma per arrivare al livello di "una squadra che vuole diventare grandissima e vincere", come sentiamo ripetere in ogni conferenza stampa bianconera, c'è ancora da lavorare.

Melo
, pur con l'attenuante della prima partita, deve rischiare di meno, un pallone perso nella sua zona, è un'occasione ghiotta regalata ai suoi avversari; da Giovinco ci aspettiamo più personalità; Camoranesi sta crescendo, ma noi ci ricordiamo di un leader che in mezzo al campo faceva girare tutta la squadra, cosa che ultimamente succede solo raramente e ad intermittenza; sulle fasce permangono i soliti problemi di un livello qualitativo non adeguato alle ambizioni (e secondo noi rispolverare Chiellini a sinistra con Legrottaglie e Cannavaro centrali, viste anche le recenti amnesie di Re Giorgio in mezzo, non sarebbe un'ipotesi da scartare a priori); dire che Tiago sta migliorando, non significa molto, perché sinceramente ci voleva poco, da lui ci si aspetta di più, perché può darlo. Questo non per fare del disfattismo, ma semplicemente per contribuire criticamente alla discussione, e siamo convinti che anche Ferrara sarebbe d'accordo: la sua mentalità, infatti, è quella di identificare i lati migliorabili, e lavorarci su giorno e notte. E a parere nostro, lo sta facendo molto bene.

Detto di Ciro e del solito indomito carattere, ci sono anche altri lati positivi, che è giusto rimarcare: c'è un Buffon tornato ai suoi altissimi livelli, c'è un attacco che garantisce occasioni a profusione (anche se meglio buttarne dentro qualcuna di più per rischiare di meno), c'è un Diego ancora tutto da scoprire. Insomma, la Juve può guardare al futuro con ottimismo, ma come ha detto ieri il suo mister ieri in zona mista: "Guai a pensare di essere arrivati, c'è ancora da lavorare e migliorare". Allora, buon lavoro Ciro. Regalaci una Juve tosta e spettacolare come lo era la tua, il calcio italiano tutto, avrebbe solo da guadagnarci.

Dal nostro inviato
Sergio Stanco
Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
I Vostri Commenti (19)
 
 
Pubblicità
Pubblicità
 
 
Pubblicità