Speciale Goal.com - Il segreto dell'Ungheria U20? Un'ACCADEMIA per tornare GRANDI...

La Sandor Karoly Football Academy è la casa dei nuovi talenti magiari.

13/ott/2009 12.08.16

Krisztian Nemeth - Liverpool (PA)
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Krisztian Nemeth - Liverpool (PA)

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L'Ungheria under 20 ha appena sconfitto la nostra rappresentativa ai Mondiali di categoria in Egitto in un quarto di finale intenso ed imprevedibile, con 4 espulsi e 5 goal. La formazione magiara raggiunge così la semifinale, riportando in auge una cultura calcistica ormai in declino da anni.

IL DECLINO - Dal 1986 l’Ungheria non partecipa ai mondiali ed agli Europei non ha mai fornito grandi prestazioni, ed anche in campo giovanile i risultati non erano certo confortanti prima di questo torneo (ultima partecipazione nel 1997, eliminazione al primo turno con tre sconfitte). L’approdo alle semifinali della competizione egiziana è un grande risultato per il calcio magiaro, che può sperare di ritrovare in futuro un posto tra le big d’Europa. Buona parte del merito di questa possibile rinascita va al magnate Gabor Varszegi (presidente del MTK Budapest) e alla Sandor Karoly Football Academy da lui fondata e finanziata.
 
SCUOLA O ALBERGO DI LUSSO? – 46.000 metri quadrati, camere con aria condizionata e svariati comfort, 2 campi da calcio regolamentari, un campo in erba sintetica di quarta generazione, 6 spogliatoi, metodi di allenamento all’avanguardia, strutture ed equipaggiamenti a livelli di eccellenza... No, non è un nuovo albergo ultralussuoso di prossima costruzione, bensì la Sandor Karoly Football Academy, ovvero la “scuola” di calcio per i talenti ungheresi fino ai 19 anni. I ragazzi svolgono varie tipologie di allenamento durante la settimana per potenziare le abilità individuali ed hanno esercizi ginnici personalizzati per prevenire eventuali infortuni. L’istruzione dei ragazzi non viene trascurata, dato che vengono create classi da 5-10 persone in modo tale da garantire l’efficienza dell’insegnamento. I fortunati che riescono ad entrare a far parte dell’Academy non devono pagare nulla, anzi ricevono intorno ai 15.000 fiorini ungheresi (50€ circa). Sport e cultura, imparare divertendosi, questi sembrano i motti di questa avveniristica accademia.

OTTIMI RISULTATI –
L’investimento fatto nel 2001 da Gabor Varszegi sembra dare ottimi frutti. Due anni fa il MTK è riuscito ad interrompere il dominio del Debrecen anche grazie all’importante presenza di alcuni ragazzi provenienti dall’Academy. Quest’anno nella rosa della prima squadra sono presenti ben 11 elementi cresciuti nelle giovanili. La Nazionale under 20 magiara negli ultimi anni ha visto la presenza costante di una decina di ragazzi provenienti dalla Sandor Karoly Academy. Cinque titolari della formazione che ieri ha sconfitto l’Italia sono cresciuti in tale accademia, tra questi il portiere Gulacsi e la punta Nemeth. L’intento della Sandor Karoly Academy è quello di creare campioni del futuro, che possano andare a giocare nelle più grandi squadre europee e garantire alla nazionale un salto di qualità. Per tale motivo, gli osservatori dei più importanti club del “Vecchio Continente” vengono spesso ospitati.

OBIETTIVO PREMIER – Il Liverpool ha siglato una partnership con l’accademia, accordo che consente ai ragazzi migliori di poter effettuare uno stage di qualche mese ad Anfield Road. In estate Benitez ha visitato il centro ungherese, rimanendo impressionato per la sua organizzazione. Ad oggi i Reds contano tra le loro fila già quattro giocatori provenienti da Budapest (Krisztian Nemeth, Peter Gulacsi, Andras Simon e Zsolt Poloskei). Non solo Liverpool, anche altre squadre britanniche guardano alla Sandor Karoly Academy come fucina di nuovi campioni, ad esempio l’Oldham Athletic che ha già ingaggiato alcuni giovani magiari. Non c’è da sorprendersi, quindi, del grande risultato ottenuto dall’Ungheria under 20 a questi mondiali, dato che è composta da veri e propri talenti del calcio internazionale che ben presto calcheranno i più importanti palcoscenici internazionali, riportando il calcio magiaro a livelli più consoni alla sua storia.  

Marco Muzii
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