Esclusiva Goal.com - La storia di Camuñas: "Dalla gavetta al sogno Champions!"

Conosciamo il centravanti del Recreativo Huelva.

12/mar/2009 16.35.38

Javier Camuñas, Recreativo Huelva
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Javier Camuñas, Recreativo Huelva

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Non sempre si nasce fenomeni. Il mondo del calcio ha anche altri volti. Volti di giocatori normali, che sin da bambini inseguono il sogno di calcare un prato verde e correrci sopra, inseguendo un pallone.

Per molti di loro il sogno svanisce. Per altri continua, anche se tra mille sacrifici. Ecco il prototipo del calciatore comune: quello che ama la famiglia e il suo lavoro, quello che ha girato il mondo in cerca di un contratto. Quello che difficilmente finisce in copertina. Javier Camuñas Gallego è uno normale. Gioca in Spagna, nel Recreativo Huelva (13° in classifica, quattro punti di vantaggio sulla terzultima). Ha 28 anni, ma è professionista da dieci. Questa è la sua stagione migliore e noi siamo andati a conoscere la sua storia.

Sono due gli aspetti di Javier Camuñas che ci interessa conoscere: il calciatore e l’uomo.  Un centrocampista diventato goleador e figura carismatica del Recreativo Huelva; un uomo sensibile e riflessivo, che si emoziona parlando della moglie e dei figli e ogni qual volta un bimbo, per strada, gli chiede un autografo. “Perché io ero uno di loroha spiegato Javier in esclusiva a Goal.com -. Uno di quei bambini che andava allo stadio a vedere i propri idoli e che era pieno di gioia ogni qual volta poteva avvicinarne qualcuno, anche solo per salutarlo. I bambini sono il bello del calcio. Le loro pulsazioni, di fronte ad un beniamino, sono difficili da immaginare in altri contesti”.

Javier ha fatto la gavetta. Ha faticato per guadagnarsi un posto nella Prima Divisione della Liga. Ha trascorso tanti anni lontano da casa e distante da famiglia e amici: “Ho cominciato ad andare in giro da giovanissimo – spiega Javi – e sono rimasto nelle giovanili del Real Madrid per quattro anni. Poi girai tante squadre madrilene: Leganes, Pinto e, infine, Rayo Vallecano, dove allenava Juande Ramos. All’epoca, però, avevo solo 19 anni e poca possibilità di affermarmi. Solo col Getafe, l’anno seguente, ho avuto la possibilità di giocare e farmi le ossa nella seconda divisione”. Il sogno era la camiseta blanca, ma il desiderio era troppo anche per il genio della lampada. E così Javier provò al Murcia (società, poi, destinata al fallimento) e nel Xerez. Fino a quando non gli si presentò di fronte l’opportunità di approdare al Recreativo.

Un giramondo, insomma. Un viaggio senza fine e alle prese con i continui sconvolgimenti che possono crearsi nella vita di un ventenne.Il calcio non è solo celebrità e glamour. Il calcio è spesso sacrificio. Chi non ha l’arma del talento fin dalla nascita, deve affermarsi in altri modi e la via maestra è il sacrificio. Sono stato tanto tempo lontano da casa, dai miei amici. Ho limitato le feste, le cene al ristorante. Non ho potuto fare ciò che facevano i miei coetanei. E anche adesso non ci si può concedere molti lussi. Nemmeno fare una gita in famiglia nei weekend. Il calcio viene prima di tutto”. Eppure i calciatori sono dei privilegiati rispetto all’uomo comune e Camuñas è il primo ad ammetterlo: “Fare il calciatore, nonostante i sacrifici, è comunque un privilegio. Ci sono gli infortuni, ma anche quell’enorme visibilità che altre professioni non sognano lontanamente”.

Tornando all’attualità, Camuñas ha un contratto in scadenza nel 2010 e il mercato, ovviamente, non può non essere un chiodo fisso:
Essere richiesti da tante squadre è una bella soddisfazione. Lo scorso anno il club rifiutò un’offerta dell’Olympiacos e io ero contento di rimanere qui. Anche se adesso, pensandoci, un’esperienza all’estero, non sarebbe male. Mi piacciono Inghilterra e Francia, perché lì si gioca un bel calcio. Anche se è difficile trovare un campionato come la LigaUn proclama, quello di Camuñas, che in questo campionato è diventato anche un goleador. Soprattutto grazie al nuovo sistema di gioco del nuovo tecnico Lucas Alcaraz: “E’ vero, mi trovo bene da seconda punta. Prima giocavo più indietro e avevo meno possibilità di incidere. Adesso segno e mando in porta i miei compagni. Il mister ha dato grande fiducia a tutti e stiamo facendo un bel 2009”. La lotta salvezza, però, è quanto mai aperta e lo stesso Camuñas non nasconde la preoccupazione: “La Liga è livellata verso il basso. Le ultime dieci in classifica rischiano di scendere. Ma il mio Recre non farà molta fatica per salvarsi. Abbiamo grandi doti mentali e ci esaltiamo soprattutto quando siamo sotto pressione”.

Nel mirino del giocatore andaluso c’è comunque la Champions: Giocarla non capita tutti i giorni. Se dovesse arrivare un’offerta da parte di qualcuno che la gioca, non esiterei molto. L’Olympiacos è una di quelle squadre che la disputa tutti gli anni. Ma adesso nella mia testa c’è solo il Recreativo”.   

Juan Lirman
Redazione Goal.com Spagna

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