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Esclusiva Goal.com – Crespo si gode il momento: “Grande Genoa”. Ma si parla anche di Argentina, oriundi e “caso Mutu”
Una bellissima chiacchierata con l’attaccante argentino.
16/set/2009 23.10.33
Hernan Crespo - Genoa (Grazia Neri)
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Avevi tante offerte, cosa ti ha convinto a scegliere Genova? “Il Presidente mi ha conquistato subito: e’ stato bravo, ha capito di cosa avevo bisogno, mi ha fatto sentire al centro del progetto. Era quello che volevo sentirmi dire”.
Che obiettivo ti sei posto per questa nuova avventura? “Il mio obiettivo personale, e’ quello di fare bene e soprattutto quello di giocare con continuita’. Questo e’ un ottimo ambiente, i tifosi sono eccezionali e la squadra gioca un gran calcio. Insomma, ci sono tutte le condizioni per far bene, ma ora tocca a me ripagare”.
Il Genoa sta andando alla grande, la tua Argentina invece stenta: hai visto le ultime due gare? Cosa non sta funzionando? “Certo che le ho viste, mi sono alzato a notte fonda per vederle, ma sinceramente non me la sento di giudicare o dare pareri, perche’ qualsiasi cosa io dicessi, potrebbe essere male interpretata. Resto solo con il mio dispiacere e, ovviamente, spero che la situazione possa migliorare”.
Il tuo sogno, pero’, sarebbe quello di giocare il tuo quarto Mondiale con l’Albiceleste, vero? “Si’, e’ vero, ma come giustamente hai ricordato tu, e’ un sogno. Sarebbe la ciliegina sulla torta per la mia carriera. E, poi, io che sono cresciuto con il mito di Maradona, poter giocare con il giocatore che piu’ gli assomiglia, Messi, non sarebbe male (sorride, ndr)”.
Tu hai anche il passaporto italiano (Crespo e’ sposato con una ragazza italiana, ndr), se non avessi mai giocato con l’Argentina e ti avessero proposto di giocare per l’Italia, cosa avresti fatto? “E’ un discorso complicato (sbuffa, ndr), pero’ io credo molto nel “sangue”. Se uno ha nelle vene il sangue italiano, secondo me, non ci sarebbero problemi, ma io, personalmente, anche se ho il passaporto, non avrei accettato, perche’ amo l’Italia, ma non ho sangue italiano”.
Quando sei arrivato il campionato italiano era il Top, ora dopo Liga e Premier ci potrebbe superare anche la Bundesliga: quale credi che siano le ragioni di questo crollo e come si puo’ recuperare terreno? “Credo che l’Italia abbia perso una clamorosa opportunita’ nel ’90 e ora ne paga le conseguenze. So di dire una banalita’, ma servono strutture adeguate ed un elevatissimo livello di sicurezza. La gente deve poter andare allo stadio senza timore e magari anche per passare una giornata in famiglia, proprio come succede in Inghilterra”.
A proposito di Inghilterra, tu che ci hai vissuto e giocato, come credi che possa trovarsi lassu’ il tuo amico Ancelotti? Puo’ continuare a vincere anche in Premier? “Io credo che Carletto fara’ bene, l’ho sentito di recente e l’ho sentito molto convinto: io non ho dubbi, perche’ e’ un grande allenatore. Il Chelsea per me e’ favorito in campionato e puo’ arrivare molto lontano anche in Champions”.
Tu conosci molto bene anche Abramovich, che idea ti sei fatto del caso Mutu? “Non conosco bene la vicenda e premetto che da fuori e’ difficile giudicare, pero’ quello che mi sentirei di escludere, e’ che si tratti solo di una questione di soldi. Io conosco Abramovich e ho un ottimo rapporto con lui, fatto piu’ di gesti che di parole: io so che mi e’ capitato di chiedergli due volte di tornare in Italia perche’ ne avevo la necessita’, e lui ha capito perfettamente l’uomo e le mie esigenze e infatti non ha chiesto un soldo ne’ al Milan ne’ all’Inter. Per questo dico che, secondo me, ci deve essere qualcos’altro al di la’ della questione economica, a sensazione mi sembra piu’ una questione di rispetto. Pero’, ripeto, non conosco la vicenda e non mi sento di aggiungere altro”.
Sergio Stanco
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