Esclusiva Goal.com - Claudio Onofri ci va giù piano col Gasp: “E’ come Sacchi, un rivoluzionario! Allenasse il Barcellona…”

L’ex allenatore, ora commentatore Sky, parla del momento eccezionale del Genoa e del suo allenatore.

16/set/2009 21.54.23

Gian Piero Gasperini - Genoa (Grazia Neri)
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Gian Piero Gasperini - Genoa (Grazia Neri)

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Se solo allenasse il Barcellona, si parlerebbe di una rivoluzione epocale del mondo del calcio”, ci accoglie così Claudio Onofri quando gli chiediamo del Genoa e del Gasp. “Sembra l’Ajax di Crujiff – continua senza un attimo di respiro – mai visto una roba del genere: attaccano in 11 e difendono in 11, questo è il calcio all’olandese. In passato c’era stato già chicome Scala col Parma – faceva partecipare alla manovra anche i difensori – ricordo Grun ad esempio - ma qui è diverso: tutti e tre i centrali fanno gioco e attaccano in possesso palla, poi tutti rientrano in fase di non possesso. E’ un po’ come quando si giocava all’oratorio – ride – tutti vogliono il pallone, tutti vogliono essere protagonisti, ma è tutto organizzato. Ribadisco, il Genoa e Gasperini hanno solo il difetto di non avere avuto – finora – la ribalta europea, perché se avessero fatto una prestazione del genere in Champions League, il Mondo si sarebbe accorto che siamo di fronte a qualcosa di eccezionale. Con le debite proporzioni, è un po’ come Sacchi quando andò a vincere a Madrid imponendo il proprio gioco”.
 
A Genova, però, non c’è solo Gasp ad offrire un gioco spettacolare, ma anche l’altra sponda della città dispensa spettacolo: “E’ vero, anche Del Neri è a suo modo un innovatore, anche se lui – rispetto a Gasperini – ripercorre il solco lasciato proprio da Sacchi. Il suo 4-4-2 ricalca quello di Arrigo, anche se lo ha personalizzato con due ali molto offensive. E’ un gioco molto spettacolare e divertente, anche se nel complesso già visto”. Non solo tattica, però, il Genoa è una squadra che corre tantissimo:E’ vero – conferma Onofri – i complimenti vanno anche ai preparatori atletici e a tutto lo staff del Mister, che lavorano veramente alla grande. E’ chiaro che ci sono basi su cui operari – Rossi ad esempio correrebbe comunque (ride, ndr) – ma dietro si vede che c’è un lavoro eccezionale”.
 
Un lavoro che – magari – salterà all’occhio quest’anno considerati i riflettori dell’Europa League e che magari porterà a quelli più prestigiosi:
In effetti, quest’anno potrebbero esserci buone possibilità – ammette l’opinionista Sky – perché al di là delle prime due, le altre son tutte in corsa per due posti. E una volta conquistata la Champions, chissà che il Mister – al contrario di quanto si vocifera da tempo - non possa decidere di giocarsela col Genoa, anche perché le panchine che contano son tutte impegnate. Non credo che Gasperini lasci Genova se non per una grandissima occasione, che al momento però non vedo. Poi, però, bisognerà eventualmente verificare come se la cava in un ambiente molto diverso: un conto è lavorare a Genova, un altro è farlo in un posto in cui ti impongono i giocatori, o dove ci sono fuoriclasse che non hanno la stessa disponibilità dei Rossi o degli Sculli. Insomma, il valore del tecnico non si discute, ed è sotto gli occhi di tutti ogni volta che il Genoa scende in campo, ma poi i fattori di successo in una grande squadra sono tanti. Non ultimo, una società che – come fece il Milan di Berlusconi con Sacchi – abbia il coraggio di difenderti quando sei attaccato da dentro o fuori. Io, comunque, dico solo una cosa: quando assisto ad una partita del Genoa, esco sempre dallo stadio con la sensazione di aver visto e imparato qualcosa di nuovo. Oltre ad essermi divertito. Direi che non è poco”. No, non è poco. E la classifica lo testimonia.
 
Sergio Stanco

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