Esclusiva Goal.com - Galeone rilegge la gara col Barça: “Mou in attacco non convince, dall’Inter ci si aspetta di più”

Il mister rivive il big match di ieri sera.

17/set/2009 14.31.32

CL: Zlatan Ibrahimovic - Walter Samuel, Inter Milan - Barcelona (PA)
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CL: Zlatan Ibrahimovic - Walter Samuel, Inter Milan - Barcelona (PA)

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Lui che amava il calcio champagne, che era il mago del football spettacolo, si è goduto un Inter-Barça che tutto sommato l’ha soddisfatto. Giovanni Galeone, infatti, ha visto un’ottima gara, dall’una e dall’altra parte, anche se in versioni differenti: “Se non altro si è vista una bella partita, non una di quelle in cui si prendono a calci per intenderci. Beh, il Barcellona è straordinario, ha un possesso palla incredibile, la fa girare con una velocità e una precisione eccezionali, ma l’Inter si è difesa bene: compatta, unita, senza fronzoli. Benissimo Samuel e Lucio: in particolare, l’argentino ha perso un brutto pallone in avvio che avrebbe potuto condizionarne la prestazione, invece ha continuato come se nulla fosse e ha offerto una grande prestazione. Ma là dietro han fatto tutti bene: Maicon, Lucio e anche Chivu, che ha addirittura difeso a uomo su Messi”.

Ottima difesa, forse un po’ bassa, ma il mister ci spiega il motivo: “Credo che un po’ sia stata una scelta per non dare spazio a Ibra, Messi e Henry alle spalle, e un po’ sia stata una costrizione, soprattutto quando è entrato Iniesta: con lui in campo la palla gira ancora più veloce e il possesso è ancora più accentuato. Non gliela porti mai via, insomma”. Resta, però, un po’ l’amaro in bocca per quello che poteva essere e, invece, non è stato, soprattutto in attacco: “Da una squadra che ha speso tanto e che davanti ha gente come Milito ed Eto’o, ci si aspetta di più. Confermo la mia impressione su Mourinho: dà un’ottima organizzazione difensiva alle sue squadre, ma la fase offensiva non mi convince. Ieri, bisogna ammetterlo, gli è mancato anche un po’ Snejider, che era probabilmente stanco, ma che poteva anche farsi vedere di più ed invece si è un po’ nascosto, ma nel complesso non si capisce chi debba avviare la manovra e come. L’anno scorso la tattica era palla avanti per Ibra, ora dovrebbe essere più ragionata, ma non c’è chi prenda in mano il centrocampo”.

Della partita di ieri, poi, restano anche le accuse di “catenaccio” provenienti da più parti, soprattutto dalla Spagna: “L’Inter ha giocato una buona gara difensivamente parlando, poteva fare meglio in attacco, ma alla fine non è semplice contro questo Barcellona. Loro giocano a memoria, i nerazzurri avevano parecchi giocatori nuovi in campo, ci vuole anche del tempo. Comunque è la filosofia e la mentalità che sono molto diverse: noi dobbiamo riprendere a puntare sui vivai. Guardate il Barça: quanti calciatori arrivano dalle giovanili? Questo aiuta, perché si comincia a trasmettere una filosofia fin da piccoli e i giovani arrivano in prima squadra già pronti ed è più facile inserirli. In Italia abbiamo perso questa buona abitudine, lo faceva ai miei tempi - parlo degli anni ’60 - il Milan, il Torino. Oggi lo fanno un po’ la Juve e l’Udinese, ma è troppo poco. Le società devono rendersi conto che questa è l’unica strada per recuperare competitività”.
 
Sergio Stanco
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