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VideoEsclusiva Goal.com - Panucci si confessa: da Lippi a Cassano, passando per Inter, Roma, Juventus... e Parma!
Lunga intervista video con il nuovo difensore del Parma, tanti i temi toccati. Rivivetela assieme a noi...
23/set/2009 19.28.56
Christian Panucci - Parma (Grazia Neri)
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Cristian, approdi a Parma dopo aver fatto il giro del mondo. Quali differenze hai trovato tra una città grande come Roma e la nuova realtà?
"Mi trovo benissimo, sono stato accolto molto bene dalla città. Anche se piccola è molto bella, sono contento sia della città che dell'ambiente".
Per i tifosi sei già un idolo...
"No, cerco solo di fare il mio lavoro con serietà e professionalità come ho fatto in tutte le città in cui ho giocato. Cerco sempre di essere ricordato come un ragazzo serio che lavora per il bene della squadra. Non mi è mai piaciuta la parola idolo, preferisco essere ricordato come un professionista serio".
Hai iniziato nel 91/92, praticamente sono vent'anni di calcio. Cos'è cambiato nel frattempo?
"Son cambiate tantissime cose. In primis io, le esperienze negative e quelle postiive ti fanno crescere e ti fanno cambiare. Invece non sono mutati il mio entusiasmo e la voglia di essere in campo. Da quando ho iniziato è cambiato molto nella mia vità, anche se ho cercato di mantenere quello che fa la differenza anche oltre il calcio, cioè i veri valori. L'amicizia, il rispetto del lavoro... sono sempre stati in cima ai miei pensieri".
Quello che traspare dalla tua presentazione in poi, è sempre una grandissima voglia di giocare. Sembra che tu sia ancora un ragazzino con l'entusiasmo del primo giorno. Come si fa a conservare questa voglia?
"Intanto ti ringrazio per questo. Qualsiasi lavoro si fa male se non c'è entusiasmo. Se avessi avuto qualche tentennamento avrei smesso, perchè non mi piace andare in giro a rubare i soldi. Sempre parlando di valori, è una forma di rispetto. Proprio perchè sono verso fine carriera mi è tornato questo entusiasmo ancora maggiore, non mi resta molto tempo. Due, tre anni spero... L'entusiasmo è una cosa molto importante, che ho sia nella vita privata che in quella professionale".
Spagna, Inghilterra, Francia: quale di queste scelte non rifaresti?
"Come nella vita di ognuno di noi, ci sono certe scelte che a posteriori sembrano sbagliate. Ma io cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. In Inghilterra sono stato pochi mesi, ma mi è servito per imparare l'inglese. In Francia ho passato un anno e ho imparato il francese. La Spagna, fortunatamente, dal punto di vista professionale mi ha dato tantissimo. Ma anche in Inghilterra ho vinto una Supercoppa, e in Francia sono arrivato in finale di Coppa. Poi ci sono i momenti in cui le cose ti vanno meno bene, ma bisogna accettarli e guardare sempre avanti".
I più grandi giocatori con cui pensi di aver giocato, solo tre nomi...
"Credo di essere stato un privilegiato, ho avuto la fortuna di giocare con alcuni dei più grandi campioni dal '90 fino ad oggi. Se proprio devo dire un nome su tutti dico Franco Baresi: è quello che mi ha lasciato il segno, mi ha insegnato molto. Ma ce ne sono tantissimi...".
Il più grande allenatore che hai avuto: banale dire Fabio Capello?
"No, non è banale perchè ha vinto di tutto e continua a vincere. Oltretutto è una persona con ho un rapporto straordinario, fantastico anche come amico. Come professionista e allenatore mi ha coccolato e cresciuto anche a suon di schiaffi, che bisogna saper prendere nella vita. E lui è uno che usava bastone e carota. Gli sono molto riconoscente, sono felice per quello che sta facendo e lui credo sia felice per me. Il più grande che mi abbia mai allenato? Assolutamente sì".
Hai giocato praticamente ovunque, grandissime squadre, hai vinto praticamente tutto. Come mai non sei mai arrivato alla Juventus?
"Ci sono stato vicino quando Capello andò alla Juve, poi non se ne fece niente perchè io stavo bene a Roma e volevo restare. Poi il mister si era già portato via Zebina ed Emerson, strappare un altro giallorosso sarebbe stato difficile. Non c'era la convinzione di nessuno, è stato solo un mezzo pensiero...".
La Nazionale resta un rimpianto?
"Resta che chiaramente con Lippi non vado d'accordo, se volevamo arrivarci ci arrivo da solo. Io i Mondiali del 2002 e gli Europei del 2004 e del 2008 li ho giocati, non ho giocato nel 2006 ma anche qui mi devo assumere le mie responsabilità, perchè non ho avuto un bel rapporto con Lippi. Non ho fatto il Mondiale, loro hanno vinto e sono felice per lui. Ma non ho rimpianti...".
Tu convocheresti Cassano se fossi Lippi?
"Assolutamente sì. Un giocatore va giudicato per quello che fa sul campo, e credo che lui in questo ultimo anno e mezzo si sia meritato assolutamente la Nazionale. Poi Lippi fa le scelte che vuole, ma dall'esterno dico che Cassano è molto superiore a quelli che vengono convocati di solito".
Da esterno che è stato vicino a quella realtà, come hai vissuto le dimissioni di Spalletti dalla Roma?
"Non l'ho chiamato, però sono dispiaciuto perchè uno come lui che per quattro anni ha ottenuto certi risultati e ha fatto conoscere la Roma in tutta Europa credo sia un grandissimo allenatore. E bisogna riconoscergli il lavoro fatto. Ultimamente non ero più nell'ambiente, ma mi è sembrato un bellissimo gesto. Non se la sentiva più di andare avanti e ha dato le dimissioni. Credo che tutto il popolo romanista debba essere riconoscente verso un uomo che ha creato l'immagine di una Roma molto temibile a livello europeo".
Com'è avere un presidente donna come Rosella Sensi?
"Ci ho parlato pochissime volte, perchè lei è sempre stata poco presente vicino alla squadra. Veniva solo la domenica allo stadio... Non ho un'idea precisa di come gestisse la situazione, con me ha avuto un buon rapporto ma non mi posso sbilanciare nè in bene nè in male".
Le donne nel calcio?
"Ben vengano... Assolutamente, hanno un estro incredibile!" (ride, ndr)
I migliori tifosi: Italia, Francia, Spagna o Inghilterra?
"Per giocarci Inghilterra, per vivibilità Spagna".
Chi vince lo scudetto quest'anno?
"Molto più facilmente l'Inter".
Barça o Real?
"Real, il cuore dice quello".
La Champions chi la vince?
"Penso il Real".
Il Parma sarà la sorpresa del campionato?
"Me lo auguro, ma noi abbiamo un compito molto arduo. Dobbiamo arrivare a quota 40: quello che arriva in più è tutto guadagnato, ma non dobbiamo perdere di vista i nostri obiettivi".
Francesca Devincenzi
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