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Esclusiva Goal.com - Il DS De Franceschi tra ’miracolo' Padova e i campioni di domani: ci sono due milanisti ed un ‘friulano’!
Intervista ad uno dei piu’ giovani direttori sportivi in circolazione.
14/ott/2009 20.34.31
A 35 anni Ivone De Franceschi è il più giovane direttore sportivo della cadetteria ed uno dei piu’ giovani del panorama professionistico. Dopo essere stato costretto a concludere troppo presto la propria carriera da calciatore per via di un problema cardiaco, e dopo aver ricoperto il ruolo di team manager e poi quello di osservatore, adesso è il diesse del Padova, rivelazione della Serie B. La squadra si trova al secondo posto della classifica di Serie B, categoria nella quale ha fatto ritorno dopo 11 stagioni di Serie C prima e Lega Pro dopo. Intervistato in Esclusiva da Goal.com, Ivone De Franceschi ci ha parlato dell’ottimo avvio e delle prospettive della squadra bianco-scudata, ma anche dei suoi trascorsi da calciatore e della passione per il nuovo incarico.
Come si fa a trasformare una ‘matricola’ in una squadra più che competitiva per la Serie B? “Abbiamo sofferto tanti anni in Serie C, facendo tanti sforzi economici per costruire un gruppo importante. Siamo riusciti a mantenerlo anche in Serie B, aggiungendo un po’ d’esperienza, ma anche un po’ di giovani con tanta voglia di dimostrare, un allenatore molto preparato e grande entusiasmo. Questo è stato il mix che ha permesso alla squadra di partire così bene”.
Parlare di promozione o di playoff naturalmente è tabù… “Sì, il nostro obiettivo è ben chiaro ed è quello di raggiungere la salvezza il più presto possibile. I punti che abbiamo raccolto finora sono stati legittimati da ottime prestazioni, ma il nostro obiettivo rimane la salvezza. Poi, come in tutte le cose, raggiunto l’obiettivo, si potrà guardare anche oltre, ma farlo adesso sarebbe deleterio per noi, per la città, per il gruppo…”.
Il Padova si è ripreso lo scettro della città detenuto per qualche anno dal Cittadella? “Guarda, il Cittadella negli anni scorsi ha lavorato benissimo e dunque il loro lavoro va apprezzato, ma la squadra della città resta comunque il Padova. I tifosi adesso, dopo aver sofferto tanto, stanno finalmente gioendo per le prestazioni e per i risultati della squadra. Adesso speriamo di far durare questa armonia il più a lungo possibile”.
Da calciatore, hai avuto la possibilità di disputare, e vincere, il campionato portoghese. E’ vero che il nostro calcio è così diverso da quello estero? “Mah, io direi più che altro che tutto il mondo è paese. Quando fai il calciatore sei soggetto a giudizi, a critiche ed elogi un po’ dappertutto. Forse all’estero, o per lo meno in Portogallo, c’è meno acredine nei giudizi, meno tensione dopo una sconfitta e ciò fa sì che si possa lavorare più serenamente. Le critiche ci sono anche lì, sia chiaro, ma arrivano in maniera molto più ‘soft’”.
Ai tempi del Padova, hai giocato insieme ad un giovane Del Piero. Hai rivisto altri giocatori che, sin da giovanissimi, le siano sembrati all’altezza del Del Piero che ha conosciuto? “Io un nuovo Del Piero ad oggi non l’ho ancora visto, però probabilmente da qualche parte ci sarà… Certo è che il talento puro di Alessandro si vedeva sin da giovanissimo ed era facile intuire che sarebbe diventato un grande campione”.
Come ti trovi nelle vesti di direttore sportivo? E’ tutto come te lo aspettavi quando hai iniziato? “A me piace vedere le partite, immaginare come potrebbe giocare nella nostra squadra un giocatore che seguo, quindi mi piace tutto del mio lavoro così come mi piace tutto del calcio! Il sabato o la domenica senza partite non sarebbero la stessa cosa per me”.
A Padova gioca Darmian, uno dei giovani sui quali il Milan confida di più. Che impressione ti ha fatto? “E’ un giocatore molto importante, può arrivare ad alti livelli. Attualmente è infortunato, ma quando starà bene tornerà a dimostrare il proprio valore perché ha tutto per giocare ad alti livelli”.
A proposito di Darmian, un’opinione su Albertazzi, un altro giovane del vivaio del Milan? “Albertazzi giocherà almeno 10 anni in Serie A. E’ un giocatore davvero forte! Forte!”.
Un altro giovane dalle grandi prospettive è l’albanese ex Ascoli, Cani, il quale, però, è parso un po’ discontinuo: “Teniamo presente che si tratta di un ’89. E’ ancora molto giovane ed ha ampi margini di miglioramento. E’ una prima punta dotata di corsa, colpo di testa ed è un giocatore molto completo sebbene abbia inevitabili alti e bassi derivanti dall’età”.
Una domanda secca, da direttore sportivo. Indicami il nome di un giocatore sul quale investiresti ad occhi chiusi: “Ighalo (risponde con immediata decisione, ndr), l’attaccante nigeriano classe ’89 dell’Udinese, attualmente in Spagna (milita nel Granada, club che disputa la serie corrispondente alla Prima Divisione Italiana, ndr).
E invece, tra i giovani in forza al Padova, indicaci uno che sicuramente riuscirà ad arrivare ad alti livelli: “Io scommetto su Baccolo, centrocampista classe ‘90”.
E’ forse superfluo sottolineare che da oggi, il giovane Baccolo, sarà seguito con molta più attenzione…
Renato Maisani
Come si fa a trasformare una ‘matricola’ in una squadra più che competitiva per la Serie B? “Abbiamo sofferto tanti anni in Serie C, facendo tanti sforzi economici per costruire un gruppo importante. Siamo riusciti a mantenerlo anche in Serie B, aggiungendo un po’ d’esperienza, ma anche un po’ di giovani con tanta voglia di dimostrare, un allenatore molto preparato e grande entusiasmo. Questo è stato il mix che ha permesso alla squadra di partire così bene”.
Parlare di promozione o di playoff naturalmente è tabù… “Sì, il nostro obiettivo è ben chiaro ed è quello di raggiungere la salvezza il più presto possibile. I punti che abbiamo raccolto finora sono stati legittimati da ottime prestazioni, ma il nostro obiettivo rimane la salvezza. Poi, come in tutte le cose, raggiunto l’obiettivo, si potrà guardare anche oltre, ma farlo adesso sarebbe deleterio per noi, per la città, per il gruppo…”.
Il Padova si è ripreso lo scettro della città detenuto per qualche anno dal Cittadella? “Guarda, il Cittadella negli anni scorsi ha lavorato benissimo e dunque il loro lavoro va apprezzato, ma la squadra della città resta comunque il Padova. I tifosi adesso, dopo aver sofferto tanto, stanno finalmente gioendo per le prestazioni e per i risultati della squadra. Adesso speriamo di far durare questa armonia il più a lungo possibile”.
Da calciatore, hai avuto la possibilità di disputare, e vincere, il campionato portoghese. E’ vero che il nostro calcio è così diverso da quello estero? “Mah, io direi più che altro che tutto il mondo è paese. Quando fai il calciatore sei soggetto a giudizi, a critiche ed elogi un po’ dappertutto. Forse all’estero, o per lo meno in Portogallo, c’è meno acredine nei giudizi, meno tensione dopo una sconfitta e ciò fa sì che si possa lavorare più serenamente. Le critiche ci sono anche lì, sia chiaro, ma arrivano in maniera molto più ‘soft’”.
Ai tempi del Padova, hai giocato insieme ad un giovane Del Piero. Hai rivisto altri giocatori che, sin da giovanissimi, le siano sembrati all’altezza del Del Piero che ha conosciuto? “Io un nuovo Del Piero ad oggi non l’ho ancora visto, però probabilmente da qualche parte ci sarà… Certo è che il talento puro di Alessandro si vedeva sin da giovanissimo ed era facile intuire che sarebbe diventato un grande campione”.
Come ti trovi nelle vesti di direttore sportivo? E’ tutto come te lo aspettavi quando hai iniziato? “A me piace vedere le partite, immaginare come potrebbe giocare nella nostra squadra un giocatore che seguo, quindi mi piace tutto del mio lavoro così come mi piace tutto del calcio! Il sabato o la domenica senza partite non sarebbero la stessa cosa per me”.
A Padova gioca Darmian, uno dei giovani sui quali il Milan confida di più. Che impressione ti ha fatto? “E’ un giocatore molto importante, può arrivare ad alti livelli. Attualmente è infortunato, ma quando starà bene tornerà a dimostrare il proprio valore perché ha tutto per giocare ad alti livelli”.
A proposito di Darmian, un’opinione su Albertazzi, un altro giovane del vivaio del Milan? “Albertazzi giocherà almeno 10 anni in Serie A. E’ un giocatore davvero forte! Forte!”.
Un altro giovane dalle grandi prospettive è l’albanese ex Ascoli, Cani, il quale, però, è parso un po’ discontinuo: “Teniamo presente che si tratta di un ’89. E’ ancora molto giovane ed ha ampi margini di miglioramento. E’ una prima punta dotata di corsa, colpo di testa ed è un giocatore molto completo sebbene abbia inevitabili alti e bassi derivanti dall’età”.
Una domanda secca, da direttore sportivo. Indicami il nome di un giocatore sul quale investiresti ad occhi chiusi: “Ighalo (risponde con immediata decisione, ndr), l’attaccante nigeriano classe ’89 dell’Udinese, attualmente in Spagna (milita nel Granada, club che disputa la serie corrispondente alla Prima Divisione Italiana, ndr).
E invece, tra i giovani in forza al Padova, indicaci uno che sicuramente riuscirà ad arrivare ad alti livelli: “Io scommetto su Baccolo, centrocampista classe ‘90”.
E’ forse superfluo sottolineare che da oggi, il giovane Baccolo, sarà seguito con molta più attenzione…
Renato Maisani
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