Le squadre vogliono il vaccino, ma Abete è d'accordo col Ministero: "L'influenza A non è un'urgenza per il calcio"

"Non è stata avanzata alcuna richiesta di dosi di vaccino".

30/ott/2009 19.48.35

Giancarlo Abete
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L'influenza A ha già fatto danni nel campionato francese, con la partita fra Olympique Marsiglia e Paris Saint-Germain. In Italia le squadre di calcio sono in fermento perchè il virus influenzale sembra avere cominicato la sua opera anche nel Belpaese e i club temono di avere squadre decimate dall'influenza.

La Federcalcio, però, non è dello stesso parere ritenendo, d'accordo col Coni e col Ministero del Welfare, che esistono categorie che hanno priorità rispetto ai calciatori relativamente alla vaccinazione contro il nuovo virus influenzale... "Il calcio è in sintonia con il Coni - ha spiegato il presidente della Figc Giancarlo Abete al termine di una riunione tenuta coi rappresentanti del Governo e del Coni - e lavoreremo in stretta collaborazione con il ministero del welfare. Da parte nostra non è stata avanzata alcuna richiesta di dosi di vaccino, ritenendo anche noi come il Ministero che vi siano categorie più a rischio dei calciatori. Nel calcio non c'è nessuna urgenza".

Per quanto riguarda lo sport italiano, fino ad ora solo per i 350 componenti la delegazione azzurra alle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali è stata predisposta la vaccinazione contro l'influenza A.
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