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Il Blog di Zorro Rossonero - Una vittoria MERAVIGLIOSA... ma che RABBIA!
Grande impresa dei rossoneri al Bernabeu.
23/ott/2009 09.28.50
Qualunque tifoso rossonero non potrà non concordare: quando alle 20.45 del mercoledì di Champions l’arbitro ha dato inizio a Real Madrid-Milan, ragionando da “puri” tifosi pensavamo di potercela fare, di poter espugnare la tana del nostro ex-idolo Kakà; allo stesso tempo però, azionando l’altra zona del nostro cervello, speravamo semplicemente di tornare a casa non avendo rimediato una brutta figura. Ma il calcio, e soprattutto “questo” Milan, hanno imparato a stupire ancora una volta. Impossibile non rimanere estasiati dalla capacità di questa squadra di tirare il MASSIMO nelle occasioni che contano. Ogni volta c’è da dimostrare di essere ancora una BIG o perlomeno di non essere inferiori a chi viene dipinto come GALACTICO, i giocatori che noi diamo per morti e sepolti (anche a ragione, vista la svogliatezza di alcune prestazioni) gridano al mondo “NOI SIAMO ANCORA QUI”.
I novanta minuti spagnoli rimarranno per tanto tempo nella memoria di noi tifosi. Onestamente c’è la quasi-certezza che questo Milan non potrà portarsi a casa in questa stagione alcun trofeo, ma in questo momento poco importa: quante nostre serate, magari dopo una giornata faticosa, saranno allietate dal ricordo del lancio di Seedorf per Pato, o dalla parabola diabolica dipinta da Pirlo; in quanti non potranno non avere ben presente nella loro scatola dei ricordi la maestosità di Nesta negli anticipi e nelle uscite palla al piede (dopo aver anticipato Raul o Benzema),o l’intelligenza tattica di Ambrosini che in più di una occasione è riuscito ad ipnotizzare Kakà. Come non immedesimarsi nella rabbiosa esultanza di Leonardo a fine partita: il nostro allenatore sentiva che poteva essere l’occasione giusta per dimostrare di non essere totalmente “estraneo” al mondo della panchina. Dimostrazione che ha probabilmente dato anche alla società, che non lo ha voluto assecondare nelle sue opzioni di mercato, ma gli ha “imposto” la rosa attuale.
Non commettiamo però adesso l’errore di illuderci che tutti i problemi siano svaniti: Pirlo, nonostante quel gol STRATOSFERICO, non è ancora lui; Seedorf, nonostante quel tocco millimetrico per Pato, non riesce a dare alla manovra tutta la qualità di una volta; Ronaldinho, che nel secondo tempo ha fatto vedere alcune giocate da FENOMENO, è palesemente in difficoltà ogni qualvolta tenta di utilizzare l’acceleratore. Le fasce, con Zambrotta in palese difficoltà (bene Oddo) non assicurano la spinta di una volta e non appaiono in grado di servire le nostre punte centrali, sia esso Inzaghi o Borriello. In molti, principalmente i nostri detrattori (in parte con cognizione di causa), diranno che il Real Madrid, come spesso accade a questa squadra, ci ha avvantaggiati con una organizzazione tattica che è riduttivo definire approssimativa.
Ma quando ci si trova di fronte a prestazioni del genere ci si può permettere di non essere razionali, ma solo di gioire e ELOGIARE questa squadra per le infinite emozioni che da 20 anni regala ai suoi tifosi in Europa. Anche se, essendo esseri umani e soprattutto tifosi, quindi MAI contenti o TOTALMENTE appagati, non ci riusciremo mai a spiegare il motivo per il quale prestazioni del genere non possano essere , non dico ripetute, ma quanto meno avvicinate, anche in campionato o nelle altre competizioni. Tale circostanza, a mente fredda, non può non far montare un po’ di rabbia.
Ma, come detto, il tempo dei ”perché” e dei “per come” può essere posticipato, intanto diciamo solo “GRAZIE MILAN”.
Zorro Rossonero
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I novanta minuti spagnoli rimarranno per tanto tempo nella memoria di noi tifosi. Onestamente c’è la quasi-certezza che questo Milan non potrà portarsi a casa in questa stagione alcun trofeo, ma in questo momento poco importa: quante nostre serate, magari dopo una giornata faticosa, saranno allietate dal ricordo del lancio di Seedorf per Pato, o dalla parabola diabolica dipinta da Pirlo; in quanti non potranno non avere ben presente nella loro scatola dei ricordi la maestosità di Nesta negli anticipi e nelle uscite palla al piede (dopo aver anticipato Raul o Benzema),o l’intelligenza tattica di Ambrosini che in più di una occasione è riuscito ad ipnotizzare Kakà. Come non immedesimarsi nella rabbiosa esultanza di Leonardo a fine partita: il nostro allenatore sentiva che poteva essere l’occasione giusta per dimostrare di non essere totalmente “estraneo” al mondo della panchina. Dimostrazione che ha probabilmente dato anche alla società, che non lo ha voluto assecondare nelle sue opzioni di mercato, ma gli ha “imposto” la rosa attuale.
Non commettiamo però adesso l’errore di illuderci che tutti i problemi siano svaniti: Pirlo, nonostante quel gol STRATOSFERICO, non è ancora lui; Seedorf, nonostante quel tocco millimetrico per Pato, non riesce a dare alla manovra tutta la qualità di una volta; Ronaldinho, che nel secondo tempo ha fatto vedere alcune giocate da FENOMENO, è palesemente in difficoltà ogni qualvolta tenta di utilizzare l’acceleratore. Le fasce, con Zambrotta in palese difficoltà (bene Oddo) non assicurano la spinta di una volta e non appaiono in grado di servire le nostre punte centrali, sia esso Inzaghi o Borriello. In molti, principalmente i nostri detrattori (in parte con cognizione di causa), diranno che il Real Madrid, come spesso accade a questa squadra, ci ha avvantaggiati con una organizzazione tattica che è riduttivo definire approssimativa.
Ma quando ci si trova di fronte a prestazioni del genere ci si può permettere di non essere razionali, ma solo di gioire e ELOGIARE questa squadra per le infinite emozioni che da 20 anni regala ai suoi tifosi in Europa. Anche se, essendo esseri umani e soprattutto tifosi, quindi MAI contenti o TOTALMENTE appagati, non ci riusciremo mai a spiegare il motivo per il quale prestazioni del genere non possano essere , non dico ripetute, ma quanto meno avvicinate, anche in campionato o nelle altre competizioni. Tale circostanza, a mente fredda, non può non far montare un po’ di rabbia.
Ma, come detto, il tempo dei ”perché” e dei “per come” può essere posticipato, intanto diciamo solo “GRAZIE MILAN”.
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