C'è Gallipoli-Frosinone: Giannini e Moriero, 'amici contro'. "Un po' di Mazzone, un po' di Zeman..."

Due ex compagni di squadra a confronto.

06/nov/2009 16.03.42

Il pallone ufficiale della Serie A 2009/10 (Grazia Neri)
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Il pallone ufficiale della Serie A 2009/10 (Grazia Neri)

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Giannini vs Moriero seconda parte. Dopo le parole dell’allenatore del Frosinone, Checco Moriero, che tornerà nella sua Lecce per affrontare l’ex compagno di squadra alla Roma, Giannini, tocca al principe affrontare l’argomento di un incontro tra amici che finora lo ha visto vincente in tutte le sfide del passato torneo. Ma Moriero non ci sta: “La finale Uefa sfiorata con la Roma nel ’96, 3-0 allo Slavia Praga con due gol miei e uno di Peppe, poi la beffa nel finale... facemmo la differenza – ricorda il tecnico del Frosinone -. L’anno scorso Peppe mi batté in casa e fuori: in entrambi i casi, il mio Crotone fu beffato nel momento migliore pressando e sfiorando gol. Rifarmi? No, devo solo vincere”.

La partita si giocherà molto tatticamente, cercando di muovere le pedine giuste per mettere in difficoltà l’altro. “Me lo sono studiato alla tivù”, giura il Principe. “Guardo poco le altre squadre - ribadisce Moriero - voglio che i miei non siano condizionati, preferisco dettare il mio calcio”. Mentre Giannini conosce a fondo le idee calcistiche dell’amico.Non è Mazzoniano, il suo 4-2-3-1 è diverso dal gioco di Carlo, ma è identico al calciatore che, Checco, era: veloce, offensivo, generoso – prosegue il tecnico del Gallipoli -. Calcio spensierato, coinvolgente, entusiasmante. Se gli concedi spazi diviene devastante. Le mie vitto­rie dell’anno scorso? Fui fortunato. Chissà se Checco cambierà modulo, dopo due sconfitte sono curioso di capire cosa si inventerà”.

Ed ecco che allora anche Moriero decide di uscire allo scoperto. “Hanno una squadra tecnica, come Giannini calciatore: Peppe cerca di servire sull’esterno Ginestra, di sfruttare la forza fisica di Di Gennaro, le giocate di Mounard che un po’ si muove come il Principe – spiega Moriero -. Mi mancano vari giocatori ma vincere mi darebbe punti che valgono doppio. Farò il mio solito calcio, anche un po’ rischioso: forse il passaggio a Napoli, con Zeman, mi ha condizionato più di quanto appaia visto che gioco sempre per vincere”. Stretta di mano all’inizio della gara e poi avversari per 90 minuti. Vinca il migliore, anche se sarà l’amicizia a vincere su tutto.

Gaia Brunelli


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