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Le Vs Opinioni: I suggerimenti dei Nostri Lettori a Mister Lippi
Si sprecano i consigli dopo la debacle in terra sudafricana.
26/giu/2009 14.10.18
Marcello Lippi è il tecnico della Nazionale Italiana campione del mondo (Grazia Neri)
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Dopo l’eliminazione – impronosticabile, ma meritatissima – è tempo di riflettere. Su tutto. A partire dalla rosa, perché il gruppo sarà anche importante (se la FIGC ha dovuto cambiare logo per inserire la quarta stella il merito è proprio del gruppo del 2006), ma qualcosa bisogna pur cambiarla. Toni, Cannavaro, Zambrotta, Gattuso (che ha dalla sua l’attenuante dell’infortunio, che si trasforma in aggravante per Lippi: perché non testare qualcun altro anziché puntare sul rientrante Ringhio?) e molti altri sarebbero tranquillamente potuti rimanere a casa, e potrebbero fare lo stesso tra un anno.
Occhio anche al modulo: il 4-3-3 è davvero necessario? Riproporre il 4-4-2 sarebbe davvero così grave? Nella ripresa contro il Brasile i fatti hanno dato ragione a chi vorrebbe utilizzare il più classico dei moduli calcistici, con Dossena più di Grosso a presidiare la fascia sinistra a centrocampo, posizione in cui all’Italia manca un vero interprete del ruolo. A centrocampo, con l’utilizzo di quattro uomini in linea, Pirlo potrebbe finalmente tornare al centro, abbandonando il ruolo di mezzo sinistro, in cui non riesce ad esprimersi al meglio. Un modulo del genere, poi, permetterebbe finalmente di dare spazio al grande escluso di questa manifestazione: Totò Cassano. Il genio barese, chiaramente in difficoltà nel 4-3-3, modulo che richiede troppo in fase di ripiegamento, in attacco potrebbe far coppia con Gilardino, o magari con il gemello Pazzini: a coprire ci penserebbe la seconda linea, a quattro.
Ecco, Cassano e Pazzini sono due tra le – tante – novità di cui necessiterebbe la squadra azzurra. Se in porta Buffon, non più il migliore nel ruolo ma pur sempre su un ipotetico podio, va benissimo in attesa dei Consigli e dei Fiorillo, la difesa va ampiamente restaurata, a partire dalle fasce.
Motta e Santon l’azzurro vero lo conoscono già, mentre Crìscito, più avvezzo ad indossare l’azzurrino, potrebbe ben presto essere una validissima alternativa a Grosso per un posto sulla terza linea, o addirittura per Dossena a centrocampo, anche se la sua adattabilità come esterno sinistro di centrocampo in una squadra che difende a tre è tutta da verificare. Al centro Cannavaro pare destinato a durare fino al Mondiale (e anche oltre, chissà…) semplicemente a causa della scarsità di alternative: Barzagli, reduce da una gran campionato in Germania, è sgradito a Lippi, e Santacroce e Bocchetti mancano ancora della caratura internazionale necessaria per affrontare un campionato del mondo da protagonisti.
Per la linea mediana, D’Agostino e Cigarini potrebbero essere delle valide alternative a Pirlo, anche se Donadoni prima e Lippi poi hanno pensato di consegnare le chiavi della manovra a De Rossi per il futuro, facendo le prove generali nel presente, a discapito di Pirlo. Altre possibili opzioni, poi, Aquilani (che però rende meglio come interno sinistro nei moduli con centrocampo a tre) e Marchisio.
In avanti, Cassano è sinonimo e garanzia di fantasia, ma Lippi difficilmente cederà decidendo di concedergli una chance. Così come nel caso di Balotelli, forte quanto e probabilmente più di Santon ma reo di avere una carattere ancora bisognoso di qualche (ok, più di «qualche») smussatura agli spigoli.
Come centravanti pare avere qualche opportunità in più Pazzini, che magari sarebbe stato protagonista già di questa infausta Confederations Cup se non avesse rimediato tre giornate di squalifica (poi ridotte ad una) in seguito al «rosso» sventolatogli in faccia da Stark contro l’Irlanda. Potrebbe poi tornare Di Natale, certamente il più adatto tra gli azzurri a ricoprire il ruolo di punta esterna sinistra, in grado adattarsi anche in appoggio a un centravanti, sulla cui convocazione influirà però la prossima stagione, che molto probabilmente verrà da lui giocata a Parma.
Antonio
Lippi stavolta hai sbagliato tutto. Aldilà della bruttissima figura che ha fatto l’Italia Campione del Mondo con questa eliminazione così precoce e umiliante. Con questa Confederation Cup, sei riuscito a distruggere ciò che di buono avevi creato.
I nostri beniamini di Germania 2006 sarebbero rimasti per sempre nelle nostre menti come vincitori, come giocatori insuperabili, come invincibili. Tre anni fa, furono tutti meravigliosi, nessuno escluso. Il Cannavaro ammirato ai Mondiali era una diga insuperabile, tanto che vinse un clamoroso Pallone d’Oro (clamoroso perché dato ad un difensore); Buffon aveva raggiunto l’apice della sua carriera, imponendosi come miglior portiere del Mondo; Grosso era diventato improvvisamente il miglior terzino del Mondo con le sue discese, i suoi cross, i suoi gol; Gattuso era diventato il Polmone d’Oro, con quei 100km mangiati nell’intera competizione; Toni un ariete straordinario, con i suoi gol e le sue meravigliose sponde.
Sapevi benissimo che un Mondiale come quello, sarebbe stato per sempre inimitabile, sotto ogni aspetto. Perché tutti i giocatori di quella Nazionale, giocarono molto al di sopra delle loro reali potenzialità, forse feriti da Calciopoli e dunque mossi da uno spirito d’orgoglio. Ebbene, quest’anno li hai umiliati. Hai preferito convocare quasi in toto il gruppo vincente nonostante fossero passati tre anni e avessero dimostrato già negli ultimi Europei che la benzina fosse finita e gli stimoli ormai latitassero. La maggior parte dei calciatori da te convocati, superano le 30 primavere. Come avrebbero potuto giocare alla pari contro una Spagna ed un Brasile che a stento hanno un ultra-trentenne in rosa? Come se non bastasse l’età, molti di loro non erano assolutamente in condizione, come tu stesso hai dichiarato dopo l’eliminazione. E allora perché ti sei affidato a loro, quando c'erano tanti altri giocatori che non aspettavano che una tua chiamata? (Cassano su tutti)
E’ stato uno strazio vedere i Campioni del Mondo in ginocchio, impotenti dinanzi ad un Brasile che sembrava giocasse contro una Nazionale di pensionati e vecchie glorie. Non un tiro in porta, non un’azione degna di questo nome: praticamente nulla. Non posso prendermela con i giocatori scesi in campo, non è loro la colpa se gli anni passano e il fisico viene meno. La colpa è tua Lippi: sei tu il tecnico della Nazionale, sei tu che dirami le convocazioni, sei tu che dovresti premiare chi veramente merita di andare in azzurro lasciando da parte i tuoi rancori (sei un professionista, e sei pagato per selezionare i migliori a disposizione). Perché tu rappresenti un’intera Nazione, non te stesso.
Speriamo che almeno questa figuraccia ti sia servita di lezione. Altrimenti, l'umiliazione dei nostri azzurri a causa delle tue scelte e dei tuoi capricci, sarà stata completamente inutile. In tal caso, prepariamoci ad un Mondiale molto breve...
Daniele
Da tempo ritenevo che questa Nazionale avesse bisogno di un rinnovamento. Dopo la figuraccia in terra sudafricana, non ci sono più dubbi. Devo dissentire da quelle persone che giustificano le ultime deludenti prestazioni dei Campioni del Mondo in carica, indicando come causa la crisi del calcio italiano. Personalmente sono convinto che esista una crisi a livello di club, come dimostrato dai risultati delle nostre squadre nelle coppe e dal fatto che il nostro campionato non faccia più gola ai più grandi campioni stranieri. Tuttavia ritengo che il calcio italiano non abbia smesso di produrre talenti. La prova lampante è la nostra under 21 che considero decisamente competitiva. Per questo motivo sono convinto che se Lippi promuovesse molti azzurrini di Casiraghi, confermasse i migliori che ha portato in Sudafrica (su tutti Rossi e De Rossi) e aggiungesse alcuni giocatori che non ha convocato per la Confederations Cup, al mondiale potremmo recitare un ruolo da protagonisti.
Ma vediamo nel dettaglio la nostra situazione reparto per reparto.
Portieri: Non è vero che dietro Buffon ci sia il niente. Marchetti viene da un campionato strepitoso, Abbiati è un portiere di sicura affidabilità.
Difensori: Santon è una realtà. Criscito è cresciuto molto e può tornare utile sia come centrale che come esterno sinistro. Si potrebbe ripescare Barzagli che fatto bene nel Wolfsburg. Molti hanno il ricordo della sua partitaccia contro l'Olanda all'ultimo europeo ma quel giorno giocarono tutti male. Va detto poi che prima di quella partita si era sempre fatto trovare pronto. Altri giocatori che si potrebbero inserire sono Motta, Ferrari e Bocchetti.
Centrocampisti: Una buona base di partenza è il trio Aquilani, Montolivo, De Rossi. Tre giocatori giovani e con esperienza internazionale. Palombo mi sembra una valida alternativa. Marchisio e Cigarini meritano di essere presi in considerazione così come Brighi che è stato uno dei più positivi nella Roma dell'anno scorso. Un altro nome importante è quello di D'Agostino. Io farei un pensierino anche alla naturalizzazione di Thiago Motta. Tra i centrocampisti offensivi vedo bene Foggia e Giovinco.
Attaccanti: Per me Giuseppe Rossi dovrebbe giocare sempre. Per quanto riguarda gli altri attaccanti c'è soltanto l'imbarazzo della scelta. Mi vengono in mente sei nomi: Acquafresca, Cassano, Pazzini, Miccoli, Balotelli e Di Vaio.
La speranza è che Lippi abbia il coraggio di cambiare. L'esperienza dei giocatori conta ma contano anche la freschezza e l'entusiasmo. Se Lippi attuasse la rivoluzione e le cose andassero male, almeno potremmo dire che è stato avviato un percorso che potrebbe dare frutti in futuro. Senza dimenticare che peggio di così non si può fare.
Marco
Premettendo che nessuno qui si sente Cittì, ne’ pecca di presunzione sentendosi migliore di Lippi, credo che nell'affrontare l'ultima (mediocre) manifestazione quale la Confederations Cup, finalmente si sia capito che questo maledetto (per noi, benedetto per gli altri) 4-3-3 non è il modulo giusto. L'Italia non è il Barcellona, L'Italia non ha i giusti interpreti per un modulo che necessita di giocatori rapidi, e non centra l'età, soprattutto sulle ali. Il calcio Italiano possiede ali di valore? Non mi sembra, visto che la migliore sembra essere Simone Pepe, un buonissimo giocatore ma sicuramente non un fulmine di guerra e adattare un Iaquinta, un Rossi, un Quagliarella, non mi sembra il metodo giusto per sopperire ad una mancanza,quella degli esterni di fascia, della Nazionale nostrana.
Nessuno come detto vuole fare il cittì, ma sbaglio o l'unica parte del centrocampo in cui noi siamo attrezzati e competitivi è la linea mediana? E allora perchè non impostare, come il signor Mourinho ha fatto quest'anno nella sua Inter dopo il fallimento del (guarda un po’) suo 4-3-3 iniziale, un centrocampo folto aiutato da una mezzapunta che faccia da raccordo tra centrocampo e due punte di valore? Sì un 4-3-1-2... Sì ricordate bene, lo stesso 4-3-1-2 che ci ha consegnato il Mondiale del 2006. La mia è solo un opinione di un tifoso a Lippi la sentenza...
Gianluca
Partiamo dalla fine del discorso: a Pretoria, l’Italia allenata dal sopravvalutato Lippi, con una formazione squilibrata in campo (oltre ad essere composta in gran parte da giocatori ormai finiti per l’età avanzata) non poteva uscire vittoriosa contro un Brasile più tonico e disposto meglio in campo. Il 3-0 finale non è solo merito di Kakà e compagni, ma soprattutto è demerito di Lippi e dei suoi calciatori. Il nostro CT (speriamo venga rimosso al più presto dall’incarico) ha il torto marcio di avere schierato un centrocampo anomalo: con il solo De Rossi a fare da filtro e da tampone agli assalti brasiliani, per cui la “geniale” idea di mandare allo sbaraglio il pur bravino Montolivo, centrocampista non di copertura, evidentemente lasciava delle voragini scoperte, ben sapendo altrettanto che Pirlo è più un centromediano metodista a propensione propositiva ed offensiva, sicchè l’idea stessa della sorpresa Montolivo piuttosto che di un Gattuso o di un Palombo, si è rivelata azzardata, se teniamo conto anche degli avversari che avevamo di fronte. Per non parlare della difesa azzurra, con un Cannavaro sempre in ritardo, ormai calcisticamente vecchio e stanco, non in grado più di fare muro e di rincorrere gli avversari. E che dire del reparto avanzato? Lippi è rimasto ancora con la testa ai mondiali, fissandosi con Luca Toni, anch’egli evanescente, peraltro schierato in un modulo tattico (uno sporco 4-3-3) affiancato a Camoranesi e Iaquinta, senza una seconda punta di ruolo rapida e veloce come poteva essere Pepe, fermo restando le intenzioni iniziali di affondo del mister. Infine, va detto, Lippi da par suo è colpevole in maniera sfacciata ed imperdonabile per il suo peccato originale, relativo alla assurda esclusione e non convocazione del talento barese Cassano, il quale ieri con il suo indiscusso genio da fantasista, ci avrebbe potuto fare comodo anche per mezzo tempo, nella ricerca di una eventuale rimonta e per una possibile speranza di qualificazione al passaggio successivo del torneo in corso. Ma questo è un altro discorso.
Personalmente non mi meraviglio più di tanto per l’andamento negativo della Nazionale italiana di calcio, in coincidenza con il ritorno di Lippi sulla panchina azzurra dopo averla lasciata con scuse banali, al termine dei campionati del Mondo, vinti dall’Italia pochi anni fa. Pensare dopo la breve parentesi di Donadoni alla guida tecnica, sparigliando nuovamente le carte, che si potesse risolvere il tutto consegnando la squadra per la seconda volta al presuntuoso Lippi, è stato un errore grossolano e da incompetenti da parte dei dirigenti della Federazione Italiana. Questi ultimi se avessero avuto un po’ più di competenza, di tatto e di fiuto (anche loro dovrebbero dimettersi) non avrebbero dovuto accettare le bizze di Lippi, il quale evidentemente, in un delirio di onnipotenza per la vittoria fortunosa ai mondiali, credendo forse di essere in possesso di super poteri taumaturgici, ha pensato scioccamente di vestire i panni del salvatore della Patria, come per dire al suo predecessore Donadoni: «Spostati, non è cosa tua la Nazionale, ora ti faccio vedere io come si fa a vincere..».
Intendiamoci, non che Donadoni dovesse rimanere come CT della Nazionale italiana, semmai anche quest’ultimo a suo tempo, non meritava essere chiamato alla guida della panchina azzurra dopo le dimissioni di Lippi, più che altro perché era ed è ancora un allenatore giovane ed inesperto, con un curriculum scarno di risultati ottenuti sul campo, sia qualitativamente che quantitativamente parlando; per di più non all’altezza del compito, che, stando alle tradizioni italiane, in passato venivano tenuti in considerazione tali credenziali, quando si trattava di assumere un commissario tecnico dotato appunto di certi requisiti.
Gli sportivi italiani stanno ancora pagando care tutte le umiliazioni subìte sul campo dalla Nazionale italiana, prima con Donadoni, poi con Lippi, quando invece, la Federazione italiana temporeggiò e si dimostrò superficiale e pressappochista, non avendo chiamato alla guida tecnica il numero uno degli allenatori italiani, cioè a dire Fabio Capello. Quest’ultimo, molto probabilmente deluso per essere stato ignorato, come se si fosse trattato dell’ultimo arrivato, quasi che in Italia, per un allenatore che ha vinto molto tra campionati e trofei alla guida di squadre di club italiane e stranieri, tutto ciò fosse una colpa e non contasse nulla. Di conseguenza, l’Inghilterra ne ha approfittato chiamando a sé Fabio Capello, il quale giustamente, rifiutato in Italia in qualità di profeta in patria, si è guardato intorno ed ha trovato giusta collocazione alla corte della Regina Elisabetta.
Gianfranco
Una cosa Lippi deve fare per cercare di cambiare rotta: cambiare modulo! Infatti il 4-3-3 non ci permette di giocare con le nostre caratteristiche che sono difesa ferrea e contropiede. Il modulo con due ali d'attacco snatura troppi giocatori e non li fa rendere al massimo. Penso a Pirlo e De Rossi che si pestano i piedi, a Camoranesi che non sa dove andare, a Iaquinta che corre a vuoto. Poi questo modulo "costringe" Lippi a convocare ottimi giocatori (Pepe, Quagliarella, Di Natale, Foggia) che però non sono da Nazionale, lasciando a casa giocatori obiettivamente più forti (Cassano su tutti).
Un ritorno al 4-3-1-2 (vista la mancanza di un esterno sinistro di centrocampo non si può fare il 4-4-2) sarebbe l'ideale e comporterebbe qualche sacrificio necessario per dare nuova linfa alla Nazionale. Inoltre, pur non essendo un fans degli oriundi, vista la scarsità di punte decenti, sarei favorevole ad Amauri in azzurro, giocatore che sostituirebbe un Toni veramente in difficoltà!
Alex10
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