Davide Baiocco Juventus 2002Getty

Dal flop alla Juventus al candidato sindaco di Perugia: la nuova vita di Davide Baiocco

Banner archivio storieGOAL

Dopo 42 anni a rincorrere gli avversari su un campo di calcio, Davide Baiocco all'inizio del 2018 ha detto basta, appendendo definitivamente i suoi scarpini al chiodo. Non per mancanza di motivazioni personali, bensì per un mondo, che, a suo dire, non riconosce più.

"Sono successe delle cose che non mi sono piaciute nella squadra con cui giocavo in Eccellenza. - ha spiegato ai microfoni de 'ilposticipo.it' - hanno mandato via l’allenatore per motivi extra-calcistici. Problemi di soldi, troppe polemiche: queste cose mi davano sempre più fastidio in relazione al nuovo percorso che avevo intrapreso. Ho deciso di chiudere la carriera per dedicarmi alla nuova attività che mi faceva stare bene, mi permetteva di diventare un imprenditore e rappresentava la mia nuova fonte economica. A volte noi vediamo solo il calcio e pensiamo che non ci siano altre cose, ma non è così".

L'articolo prosegue qui sotto

Il centrocampista umbro, che in Serie A ha militato con le maglie del Perugia, la squadra della sua città, della Juventus, del Piacenza, della Reggina, del Catania e del Brescia, ha intrapreso una nuova attività dopo che la sua proposta di innovare il sistema non è stata accolta.

"Voglio creare un'Accademia di perfezionamento calcistico sui generis basata sulla crescita personale, sul tutoraggio scolastico e su una sana alimentazione. Un tipo di Accademica diversa da quelle che ci sono già in Italia. Non bastano tecnica e tattica per migliorare i giovani, bisogna dargli la possibilità di diventare persone migliori oltre che calciatori importanti. Volevo mettere a disposizione tutta l’esperienza maturata in venticinque anni di calcio. Ho incontrato tante società: Siracusa, Catania, Alessandria, Agrigento… Si è parlato anche di costruire nuovi centri sportivi, ma erano più i sogni miei che i loro. In futuro fare l'allenatore è uno dei miei obiettivi".

"Ho sentito tante belle parole, - ha proseguito l'ex bianconero - ma nel calcio di oggi non esiste meritocrazia e quando si deve investire si temporeggia. Pochissime società lo fanno per progetti a lunga scadenza. Quasi tutti investono solamente nella prima squadra, pochissimi sulla crescita dell’azienda. Mi piace quello che sta facendo il Parma che è partito da zero e sta lavorando tanto sulla comunicazione. Servirebbe un’operazione centralizzata con Lega, istituzioni scolastiche e società in gioco".

"In Francia e in Inghilterra lo hanno fatto. - sottolinea Baiocco - Anche noi ce la possiamo fare, ma bisogna volerlo. Mi ha stancato il sistema e questa tendenza a non voler crescere. Poi non mi piace l’ambiente che ruota attorno al calcio: polemiche, problemi e persone che si accontentano. Questo sport oggi non fa venire fuori la parte migliore di noi stessi".

Da cui l'avvio di una nuova occupazione, su consiglio di sua moglie.

"Collaboro con un’azienda americana che incoraggia un corretto stile di vita: benessere, fitness e buona salute. - ha rivelato Baiocco - Insieme proviamo a migliorare il modo di vivere della gente. Sono diventato un imprenditore nel network marketing. L'azienda si occupa di promuovere e condividere un prodotto tramite il passaparola. L’ho scoperta sedici mesi fa e la condivido con le persone che conosco, con amici di amici. Alla base di tutto c’è un percorso di crescita del singolo: questa è la cosa che mi appassiona di più della mia nuova attività".

Cambiare vita, insomma, è possibile, anche quando, come Baiocco, per tanti anni si è fatto sempre lo stesso lavoro. Nato a Perugia l'8 maggio del 1975, Baiocco cresce calcisticamente nelle Giovanili del Gubbio, con cui esordisce in Prima squadra nel Campionato Nazionale dilettanti nel 1993. Dopo 2 stagioni, passa al Perugia, con cui ha modo di debuttare in Serie B. 

Non considerato ancora pronto, il centrocampista è mandato a giocare in prestito con Fano e Siena. Qui fa esperienza e nel 1998 torna al Grifone, dove debutta in Serie A contro l'Inter prima di essere girato in prestito alla Viterbese, altro club controllato dalla famiglia Gaucci, in Serie C1. Dopo due stagioni con i laziali, Baiocco può rientrare nel club umbro e finalmente, con Serse Cosmi in panchina, gli viene data fiducia.

Baiocco la ricambierà fornendo prestazioni di alto profilo, con la sua corsa perpetua e il gran lavoro sul piano della quantità. A tal punto che, dopo due anni con i biancorossi, in cui totalizza 63 presenze e 2 goal, nell'esate 2002 il D.g. della Juventus, Luciano Moggi, decide di portarlo a Torino. Al Perugia vanno 5 miliardi di Lire più il cartellino di Fabian O'Neill.

Davide BaioccoGetty

C'è curiosità fra i tifosi per vedere come si comporterà un gregario come Baiocco in una squadra di grandi campioni. L'impatto inizialmente è positivo, visto che il centrocampista gioca da titolare come interno destro accanto a Tacchinardi la sfida di Supercoppa Italiana contro il Parma. I bianconeri si impongono 2-1 grazie ad una doppietta di Del Piero e in quella gara l'ex Perugia è uno dei migliori dei suoi. Debutta anche in Champions League contro il Feyenoord il 18 settembre 2002, subentrando nel finale a Camoranesi.

Ma, purtroppo per lui, sarà solo il canto del cigno. Trova poco spazio e finisce per perdersi. A gennaio, dopo appena 7 presenze in campionato, 4 in Coppa Italia e 4 totali in Champions League, la sua avventura alla Juventus può ritenersi già conclusa e viene girato in prestito al Piacenza. Nonostante la sua permanenza all'ombra della Mole sia stata breve, l'esperienza agli ordini di Marcello Lippi segna comunque la carriera di Baiocco.

"Torino mi ha dato notorietà e mentalità vincenteassicura in un'intervista a 'gianlucadimarzio.com' - tutto è organizzato alla perfezione. Ai calciatori non viene dato alcun tipo di alibi, ho scoperto in maniera completa come funziona e come dovrebbe funzionare dappertutto il mondo del calcio. La mia esperienza in bianconero è durata poco, ma è stata davvero intensa. Ho avuto la fortuna di incontrare non solo tanti campioni, ma anche uomini con delle qualità morali importanti. Oggi penso che in quel momento non avevo gli strumenti giusti per dare qualcosa di più. Ho avuto la fortuna di giocare in uno dei club più importanti al mondo. Alla Juve ho capito che le persone di successo non si accontentano mai".

Il ricordo particolare è legato ad Alex Del Piero.

"Non dimenticherò mai, ad esempio, quello che ha fatto con me e con Moretti. - ha raccontato Baiocco - Noi due eravamo andati via a gennaio, al termine della stagione la Juventus vinse lo Scudetto. Ebbene, ospite di un'importante manifestazione televisiva in cui si festeggiava la vittoria del campionato, lui ha subito ricordato i nostri nomi tra quelli più importanti al raggiungimento del risultato finale. Ecco, questo è stato un piccolo grande segnale dello spessore umano di un campione come lui. Può sembrare una sciocchezza, ma questa sua azione mi rimarrà sempre impressa".

Lasciata la Juventus, dopo pochi mesi al Piacenza, Baiocco va alla Reggina per una stagione, poi torna per un anno al Perugia, in Serie B, prima di trovare una nuova giovinezza calcistica a Catania. Con gli etnei è fra i protagonisti della promozione in Serie A nella stagione 2005/06 con Pasquale Marino, e l'anno seguente, tornato in Serie A, diventa il capitano.

"Se Perugia mi ha offerto la possibilità di giocare in Serie A, Catania oggi è la mia seconda casa. - dice Baiocco - Il percorso di crescita che ho intrapreso tiene conto del passato perché è qualcosa che ha caratterizzato le mie scelte. Tutte le esperienze, belle e brutte, mi hanno permesso di diventare una persona migliore, anche sbagliando a volte. Il passato insegna sempre a crescere".

"Mi sono innamorato della Sicilia, di Catania, del mare, del sole, del clima e della gente che sa godersi appieno ogni istante. La vita è fatta di equilibrio: in settentrione ci sono ordine e organizzazione, in meridione c’è più leggerezza. Il connubio tra la precisione del Nord e la spensieratezza del Sud sarebbe perfetto. Ciascuno però deve scegliere l’ambiente che gli è più confortevole. Io penso che potrei vivere in entrambi i posti, però il Sud ti dà tante cose: il sole mette di buon umore e fa stare bene. Sono cose che migliorano la qualità della vita".

Fra tutte le emozioni vissute con i rossazzurri, la più bella è costituita dalla salvezza con Walter Zenga in panchina nel 2007/08.

"Per come è arrivata vale uno Scudetto: all’ultima giornata di campionato contro la Roma. Ci sono stati momenti incredibilmente esaltanti a Catania come la vittoria del campionato di B nel 2005-06 e il sesto posto alla prima stagione di A alla fine del girone di andata. Ma ci sono state anche situazioni difficili come la morte dell’ispettore Filippo Raciti e i sei mesi di trasferte forzate. Evitare questi incidenti è possibile: in Inghilterra sono riusciti a risolvere il problema degli hooligans imponendo regole di comportamento piuttosto rigide. L’immagine di Catania è stata danneggiata e penalizzata per molti anni da quell’episodio".

Dopo 122 presenze e 2 goal in campionato con la maglia del Catania, Baiocco si trasferisce al Brescia e dà un contributo importante nella promozione in Serie A delle Rondinelle nel 2010. Queste ultime però retrocedono nuovamente in B nel 2011. Per il centrocampista inizia un lungo peregrinare nelle serie minori: gioca con Siracusa e Cremonese in Prima Divisione, Alessandria in Seconda Divisione. Scende quindi in Serie D con l'Akragas. 

Nel 2015/16 torna di nuovo al Siracusa, con cui milita un anno in Serie D, e mezza stagione in Lega Pro l'anno seguente dopo la promozione. Le ultime esperienze lo vedono in Eccellenza con le divise di Palazzolo, con cui vince il campionato di Eccellenza, e Biancavilla.

Nel gennaio 2018 decide di ritirarsi dopo l'esonero del suo allenatore. Per intraprendere la nuova attività di network marketing. Secondo Baiocco può rappresentare anche per il calcio un'opportunità di cambiamento verso un sistema più equo ed equilibrato.

Concetti che proverà a portare nella politica con la sua nuova sfida.

Davide Baiocco ha deciso infatti di candidarsi a sindaco di Perugia come esponente del partito Alternativa Popolare. L’ex centrocampista e capitano del Grifo ha deciso di scendere nuovamente ‘in campo’ per il capoluogo umbro.

“Ha accettato di candidarsi e ora abbiamo il nostro uomo per attaccare Perugia. Ha dato tanto alla città insieme alla squadra che arrivò in alto. Ora bisogna dare ai perugini ciò che meritano, un sindaco con le carte in regola per poter vincere qualsiasi play off”.

Ad annunciare la candidatura è stato Stefano Bandecchi, sindaco di Terni ed ex presidente della Ternana.

Pubblicità