NxGn 2019 - EN (COPY)

1.

JADON SANCHO

Se il Borussia Dortmund è in piena corsa per il titolo insieme al Bayern Monaco è anche, se non soprattutto, merito dell’esplosione di Jadon Sancho, che dopo un anno da apprendista con Stoger si è trasformato nella stella della formazione oggi allenata da Favre. Ala rapidissima, col pallone è capace di magie ispirate dallo studio del suo grande idolo, Ronaldinho. E nonostante abbia ancora ampi margini di miglioramento, è già un fattore anche in zona-goal: non a caso nessuno tra i giocatori nati a partire dal 2000 ha segnato più di lui nei 5 maggiori campionati europei. E per lui si sono spalancate in autunno anche le porte della Nazionale. Gli 8 milioni di euro che il Borussia Dortmund ha speso per acquistarlo dal Manchester City (con cui era arrivato alla rottura) sono oggi solo un decimo o forse meno di quella che è la sua valutazione attuale, con il Manchester United che sogna di riportarlo in Inghilterra.

2.

VINICIUS JUNIOR

Solo l’infortunio rimediato contro l’Ajax ha fermato l’ascesa del brasiliano, diventato nel 2019 un autentico punto di forza del nuovo Real Madrid. 3 goal e 11 assist per lui alla prima stagione con i Blancos, che hanno versato 45 milioni nelle casse del Flamengo per assicurarsi quello che in Brasile hanno precocemente definito ‘l’erede di Neymar’. Rispetto al fuoriclasse del PSG Vinicius è sicuramente meno efficace sotto porta: tra i professionisti, nonostante i 10 goal realizzati con il club rubronegro, non è riuscito a mantenere le medie stellari che aveva avuto con la Nazionale brasiliana Under 17 (17 goal in 17 presenze) e anche nel Real si è dimostrato ancora un po' acerbo in zona goal. Quando punta l’uomo però è gioia per gli occhi: veloce e potente nello spunto, preciso negli assist, travolgente in contropiede. Anche per lui la Seleçao è ormai vicinissima.

3.

CALLUM
HUDSON-ODOI

A 18 anni ha fatto litigare pubblicamente il Chelsea, proprietario del suo cartellino, e il Bayern Monaco, che gli sta facendo da mesi una corte serrata alla luce del sole, promettendogli soldi, spazio e la maglia numero 10. Ma Abramovich non ha alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire il gioiellino londinese, per il quale ha rifiutato l’offerta da 35 milioni di sterline formulata dal club bavarese a gennaio. Sarri è stato aspramente criticato per non avergli concesso il giusto spazio finora, anche perché Callum è riuscito sempre a brillare quando chiamato in causa. Tre goal in Europa League, uno in FA Cup, l’attesa prolungata in Premier League, dove il tecnico italiano continua a preferirgli Willian e Pedro. Attaccante esterno, il suo gioco è tutto ad alta velocità: imprendibile in campo aperto, imprevedibile nell’uno contro uno, colpisce soprattutto per la maturità nella scelta delle giocate.

4.

PHIL FODEN

Pallone d’Oro del Mondiale Under 17 2017, pilastro della Nazionale Under 21 di Boothroyd, ma soprattutto pupillo di Guardiola, che nonostante la giovanissima età lo ha portato in prima squadra già dalla scorsa stagione. Il minutaggio ovviamente non può essere consistente, vista la straordinaria qualità del centrocampo del City, ma Foden incanta in ogni occasione. Pep lo ha definito “un diamante”, mentre lui passa le giornate a rubare i segreti del mestiere da fenomeni come David Silva e De Bruyne. Ad una tecnica ‘spagnoleggiante’ abbina una inaspettata forza nelle gambe, che gli permette di reggere anche i contrasti più duri. Sarebbe davvero sorprendente non vederlo brillare nel cuore del centrocampo della Nazionale inglese nel prossimo decennio…

5.

RODRYGO

Il futuro del Real sarà brasiliano: dopo Vinicius Junior a Madrid aspettano a braccia aperte un altro fenomeno verdeoro, il miglior talento prodotto dal Santos dopo Neymar. Per Rodrygo i Blancos hanno sborsato 40 milioni di euro, cifra che potrebbe rivelarsi presto un autentico affare. Perché la stellina del ‘Peixe’ sembra davvero baciato dalla luce dei fuoriclasse: 8 goal nell’ultimo Brasileirao, un ruolo da protagonista al Sub 20 con la maglia del Brasile, gli occhi attenti di Tite che ha già lasciato intendere che le porte della Seleçao si schiuderanno presto per lui. “Gioca come se avesse 25 anni, ha grande lucidità, è maturo nelle scelte di gioco, gli manca solo per ora la forza fisica”. Dal punto di vista tecnico invece non gli manca davvero nulla: nel suo repertorio dribbling, cambi di direzione, tecnica sopraffina e uno spiccato senso del goal.

6.

ALPHONSO DAVIES

18 milioni di euro, potenzialmente 22 con i bonus: il Bayern Monaco ha investito con decisione sul baby fenomeno della MLS, autore di 8 goal e 10 assist nel 2018 con la maglia dei Vancouver Whitecaps. Hoeness lo ha definito “una bomba”, Kovac “un diamante grezzo”, ma per lui ha speso parole importanti anche Zlatan Ibrahimovic: “Per Davies vedo un futuro luminoso”. Il Bayern spera di aver trovato nell’ala canadese (nato in Ghana da genitori di origini liberiane) l’erede di Robben, un esterno in grado di saltare l’uomo con facilità, di creare la superiorità numerica e di tagliare in due le difese grazie alla sua velocità e alle sue doti nell’uno contro uno.

7.

SANDRO TONALI

Lo vedi lì nel cuore del centrocampo, con la maglia delle Rondinelle e con quell’inconfondibile zazzera e la mente non può che far riaffiorare ricordi e sensazioni magiche. Ma Tonali non è Pirlo, è un centrocampista che abbina qualità e quantità, che alla regia illuminata, fatta di lanci millimetrici e fraseggio corto, aggiunge doti da interdittore (non a caso è primo in Serie B per numero di palloni recuperati in stagione) frutto di anni passati a studiare Gattuso, uno dei suoi idoli d’infanzia. Mancini lo ha già convocato in Nazionale, la Serie A lo aspetta a braccia aperte, sempre che qualche big straniera non anticipi i club italiani, come accaduto in passato con l’ultimo talento della Serie B che aveva suscitato lo stesso ‘hype’, Marco Verratti.

8.

DIEGO LAINEZ

“Ci ha sorpreso in maniera positiva ma gli mancano ancora tante cose, migliorare nel fisico… Ha giocato più di quanto ci si aspettava, anche perché dovevano essere mesi di adattamento”. Parole di Andres Guardado, che di Lainez è diventato di fatto la ‘chioccia’ dal suo arrivo a Siviglia. Il Betis ha scommesso forte sul talento messicano, realtà del Club America e già nel giro della Nazionale maggiore. Lo chiamano ‘Il Messi de Coapa’, perché come Leo è col sinistro che dipinge calcio. Ma al di là dei paragoni più o meno fuori luogo, Diego ha le carte in regola per poter diventare uno dei migliori giocatori della sua generazione. Classe innata, fantasia da vendere, un discreto feeling con il goal, come evidenziato anche in Europa League contro il Rennes. Dovrà dimostrare che il fisico (167cm per 58 kg) non rappresenta un limite per la sua affermazione in Europa.

9.

MOISE KEAN

Il giovane bomber bianconero continua a bruciare le tappe: dal primo goal tra i professionisti a 17 anni (primo della Generazione Z ad andare a segno nei 5 maggiori campionati europei) al debutto in Nazionale nell’amichevole contro gli USA, fino alla doppietta contro l’Udinese alla sua prima presenza da titolare in Serie A con la maglia della Juventus, per lui che già aveva segnato anche in Coppa Italia contro il Bologna. L’anno di praticantato a Verona gli ha giovato, per Allegri è sempre più un’alternativa ai campionissimi che formano il reparto avanzato della Signora. Potente, agile, con uno spiccato senso del goal, Moise sta prendendo dal suo idolo Balotelli solo gli aspetti positivi…

10.

MORGAN
GIBBS-WHITE

19 anni di cui 11 trascorsi con la maglia dei Wolves addosso: è solo uno dei motivi per cui Gibbs-White è diventato uno degli idoli del Molineux. Centrocampista estremamente versatile, può giocare sia da centrale che da mezzala, facendosi apprezzare per la sua abilità nei passaggi, per il suo atletismo e la spiccata personalità. Il tecnico Nuno ha sottolineato nelle ultime settimane anche la sua crescita nella fase difensiva, che lo rende un esempio perfetto di box-to-box player.a

11.

RYAN SESSEGNON

Dopo aver dominato la scena in Championship l’esterno londinese ha comprensibilmente vissuto una stagione meno esaltante alla sua prima esperienza in Premier League, complice la pessima annata dei Cottagers e la parentesi infelice con Ranieri, che lo ha spesso sostituito o relegato in panchina. Se gli alti e bassi fanno parte del naturale processo di crescita di un talento di appena 18 anni, da lui ci si aspetta in particolare un salto dal punto di vista personalità e della ‘cattiveria’ da mettere in campo. Tecnicamente ha tutto per diventare uno dei migliori esterni d’Europa: corsa, tecnica, precisione nei cross e grande ‘timing’ in zona-goal.

12.

FERRAN TORRES

Canterano del Valencia, stella della Nazionale spagnola Under 19, si sta conquistando sempre di più, col passare delle settimane, una maglia da titolare nello scacchiere di Marcelino, che dopo averlo fatto esordire nella scorsa stagione lo sta svezzando con grande attenzione. Punta l’uomo e cerca il fondo come un’ala vecchio stile ma non disdegna di accentrarsi e tagliare sfruttando anche il suo atletismo. Ha gamba, creatività e un’apprezzabile disponibilità al sacrificio. Lo scorso anno il Valencia lo ha blindato con una maxi clausola da 100 milioni di euro.

13.

SOFIANE DIOP

Gioiellino che il Monaco ha soffiato al Rennes la scorsa estate, è stato una delle grandi sorprese del club del Principato nella prima metà della stagione, in cui è riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista sia con Jardim che con Henry. Le cose sono cambiate negli ultimi mesi, con il ritorno del portoghese che ha accantonato la ‘linea verde’ per risollevare le sorti dei biancorossi. Ma in futuro ci sarà sicuramente spazio per questo folletto franco-senegalese dal fisico minuto, estremamente abile nel dribbling soprattutto nello stretto. Trequartista di natura, ala per necessità, Diop deve sicuramente trovare maggiore concretezza in zona-goal per affermarsi ad alti livelli.

14.

ETHAN AMPADU

Non tanti minuti per lui in stagione ma anche pochi dubbi sul talento di questo jolly nelle cui vene scorre sangue misto: nato in Inghilterra da madre gallese e padre irlandese di origini ghanesi, quel Kwame Ampadu visto per tanti anni con la maglia dello Swansea e fino a qualche settimana fa assistente di Henry al Monaco. Dopo qualche presenza con Conte, quest’anno Sarri lo ha provato in più posizioni: da centrale difensivo (il suo ruolo naturale), da terzino destro ma anche da mediano davanti alla difesa, per sfruttare la sua visione di gioco e la buona proprietà di palleggio. Il paragone ricorrente, anche per via della capigliatura, è quello con David Luiz, rispetto al quale Ethan ha però meno fisicità. Nonostante sia ancora agli esordi a livello di club ha già accumulato 6 presenze (di cui 4 da titolare) con la Nazionale maggiore gallese.

15.

ERIC GARCIA

A Barcellona si stanno mangiando le mani per essersi lasciati sfuggire quello che potrebbe diventare negli anni l’erede di Puyol: classe, leadership, senso della posizione e visione di gioco, doti che rendono Garcia uno dei possibili top nel ruolo nel prossimo decennio, pur senza avere la fisicità e il timing aereo dell’ex leggenda della Spagna e del Barça. Guardiola lo sta gestendo e proteggendo con estrema attenzione: per lui finora tre presenze da titolare in League Cup, con prestazioni convincenti e incoraggianti da vice-Stones. “E’ stato incredibile – il commento di Pep dopo il debutto in prima squadra – Ha tanta, tanta personalità, senso della posizione, sa guidare la linea difensiva. Non ha commesso neanche un errore”.

16.

MASON
GREENWOOD

Esordire in prima squadra a 17 anni è già di per sé non cosa da tutti, figurarsi se con la maglia del Manchester United e su un palcoscenico di prestigio come il Parco dei Principi, nei minuti finali di un ottavo di finale di Champions League. Ma Ole Gunnar Solskjaer è perfettamente consapevole di quanto Mason sia speciale. Nelle ultime due stagioni sta viaggiando alla media di un goal a partita con l’Under 18 dei Red Devils ed è riuscito a lasciare il segno anche al debutto con la squadra riserve. Ex centrocampista, ha negli anni avanzato il suo raggio d’azione fino a diventare una prima punta di manovra, che ama dialogare i compagni ma anche mettersi in proprio per confezionare goal spesso da applausi a scena aperta. Dopo Rashford un altro gioiello destinato a un futuro da protagonista con il Manchester United.

17.

TIMOTHY WEAH

Il peso di avere un papà come il grande George non sembra affliggere più di tanto Timo, che sta cercando di ritagliarsi il suo spazio nel panorama calcistico internazionale. Dopo aver timbrato i suoi primi goal da professionista con il PSG, Weah jr è da gennaio in prestito al Celtic per misurarsi con un calcio diverso ed avere più chance di giocare. Più a suo agio da attaccante esterno che da punta centrale, nonostante sia ancora in cerca della sua dimensione a livello di club è già nel giro dei titolari nella Nazionale statunitense. Meno possente di papà ma altrettanto veloce in progressione, ha nell’uno contro uno la sua arma migliore.

18.

PAULINHO

Tra le stelle della fenomenale generazione di ‘millennials’ brasiliani, per le qualità mostrate con il Vasco da Gama e la Nazionale Under 17 ha convinto il Bayer Levekusen a sborsare 18,5 milioni di euro per bruciare la concorrenza di PSG, Inter, Juventus e Atletico Madrid. L’impatto di Paulinho col calcio europeo è stato però decisamente difficoltoso: minutaggio ridotto, qualche problema nell’ambientamento, un atteggiamento a volte un po' svogliato che non avrebbe lasciato indifferente Bosz. Sul talento non si discute: da ala sa far male con la sua velocità e le sue doti nel dribbling, deve trovare maggiore concretezza nelle giocate.

19.

AGUSTIN
ALMENDRA

Mezzala di qualità, è il nuovo fiore all’occhiello in casa Boca Juniors. Se i paragoni con Riquelme sembrano fuori luogo, per visione di gioco, sensibilità nel tocco e disponibilità al pressing e al sacrificio Almendra sembra potenzialmente in grado di ripercorrere le orme degli ultimi due grandi gioielli sfornati dal settore giovanile azul y oro, Paredes e Bentancur. Chiaro il messaggio lanciato a gennaio dal presidente Angelici, che ha rimandato ogni discorso alla prossima estate: “Ho detto no al Napoli. Abbiamo rinnovato da poco e ha una clausola rescissoria da 30 milioni di euro”.

20.

AURELIEN
TCHOUAMENI

Nato a Rouen da genitori di origini camerunesi, centrale di centrocampo, è seguito dal Milan da diversi mesi come potenziale alternativa a Bakayoko, che Aurelien ricorda per la grande abilità nel recupero-palla, per l’innata fisicità e il passo elegante. Abile anche nel gioco lungo, ha accumulato quest’anno una ventina di presenze tra campionato ed Europa League con la maglia del Bordeaux, di cui si candida ad essere un punto di forza nella nuova gestione Paulo Sousa.

21.

DOMINIK
SZOBOSZLAI

“Szoboszlai è un ragazzo di valore, ma bisognerebbe trovare una squadra di A dove fargli giocare molte partite”. A febbraio Fabio Paratici è uscito allo scoperto sulle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’, ammettendo di fatto l’interesse della Juventus per questo centrocampista ungherese che il Salisburgo controlla ormai dal 2017, quando lo pescò nelle giovanili del Videoton. Talento purissimo, già nel giro della Nazionale maggiore, è destinato a diventare ben presto titolare anche nel suo club. Ha grande struttura fisica (186 centimetri d’altezza) e piedi educatissimi, caratteristiche che hanno spinto ad accostarlo a Kroos e Milinkovic-Savic.

22.

BENOIT
BADIASHILE

Lanciato in prima squadra da Thierry Henry, titolare inamovibile anche con il ritorno di Jardim: a 17 anni Badiashile è diventato presto una colonna del Monaco. Merito di un fisico già da adulto (supera abbondantemente il metro e novanta d’altezza) e della sua grande sicurezza nel cuore della difesa. Insuperabile nel gioco aereo, pulito negli anticipi, è il classe 2001 che vanta il maggior numero di presenze in questa stagione nei 5 maggiori campionati europei.

23.

KI-JANA HOEVER

Più giovane giocatore a vestire la maglia del Liverpool in FA Cup (in campo a soli 16 anni, 11 mesi e 20 giorni), è un pupillo di Klopp che lo ha già definito “il futuro del club”. Cresciuto nell’AZ Alkmaar, Hoever è passato in estate ai Reds dall’Ajax, dove aveva trascorso gli ultimi 4 anni ma con cui non aveva ancora firmato un contratto da professionista. A suo agio sia da difensore centrale che da terzino destro, colpisce per la sua tranquillità in campo, per l’intelligenza tattica e la forte personalità, doti che gli hanno permesso di strappare applausi nel suo esordio contro il Wolverhampton.

24.

PIETRO PELLEGRI

Stagione da incubo per il talento genovese, che il Monaco ha strappato alla Serie A nel gennaio 2018 versando 21 milioni di euro (più 10 di bonus) nelle casse del Genoa: un fastidioso problema all’adduttore lo ha costretto all’operazione e ad un lungo periodo ai box, ma ora sembra intravedere la luce in fondo al tunnel. Il Monaco lo aspetta e così anche Mancini, che già a settembre lo aveva convocato in Nazionale. Ha tutto per diventare il futuro centravanti dell’Italia: fisico, senso del goal e personalità, doti che gli hanno permesso di lasciare subito il segno tra i grandi, sia in Serie A che in Ligue 1.

25.

HAMED JUNIOR
TRAORE

Tra le rivelazioni di questa stagione in Serie A c’è anche il giovane centrocampista ivoriano, che col passare delle giornate ha conquistato una maglia da titolare nell’Empoli, tanto da spingere la Fiorentina a bloccarlo già a gennaio, con un assegno da 12 milioni di euro, per evitare possibili aste in estate. Mezzala più che trequartista, è cresciuto col mito di Ronaldinho e Iniesta, anche se lui è più un centrocampista box-to-box, che abbina tecnica, fisicità e dinamismo.a

26.

JANN-FIETE ARP

Primo millennial a trovare il goal in Bundesliga, ha convinto il Bayern Monaco a investire 2.5 milioni per lui, lasciandogli la facoltà di decidere se trasferirsi in Baviera nella prossima estate o nel 2020. Intanto si sta facendo le ossa nella Zweite Bundesliga con la maglia dell’Amburgo, club nel quale ha percorso tutta la trafila giovanile fino all’esordio in prima squadra nel settembre del 2017. Attaccante moderno, nasce centravanti ma viene spesso impiegato anche sulle fasce dal tecnico Wolf. Nonostante qualche difficoltà nella stagione in corso, Kovac si è detto sicuro che tra qualche anno Arp “diventerà un giocatore della Nazionale”.

27.

ABEL RUIZ

Attaccante del Barcellona B, per lui le porte della prima squadra potrebbero schiudersi nei prossimi mesi, anche se quest’anno sta rendendo forse al di sotto delle aspettative. Il talento però è innegabile: prima punta che sa essere un vero e proprio riferimento offensivo per tutta la squadra, è un centravanti di manovra e il suo altruismo ha forse inciso anche sul suo score realizzativo tra i professionisti. A livello giovanile invece ha sempre fatto la differenza anche sotto porta, come dimostrano i 39 goal realizzati tra Under 19, 18 e 17 con la maglia della Spagna.

28.

KANG-IN LEE

Dopo Park Ji-Sung e Son Heung-Min un altro sudocoreano si appresta a scrivere il suo nome nel firmamento europeo: a Valencia sono sicuri di aver trovato in Lee Kang-In un autentico gioiello. Approdato in Spagna nel 2011, ha esordito in prima squadra nell’Ottobre 2018, conquistando a febbraio anche la sua prima presenza nelle Coppe Europee, per la precisione in Europa League, contro il Celtic. Ala veloce, versatile e creativa, ha grandi doti tecniche ma una struttura fisica ancora tutta da costruire. Il Valencia crede fortemente in lui, tanto da averlo blindato con una maxi-clausola da 80 milioni di euro.

29.

WILLEM
GEUBBELS

20 milioni di euro per un 16enne: è l’investimento fatto dal Monaco la scorsa estate per assicurarsi l’ennesimo enfant prodige prodotto dal Lione. Le aspettative intorno al nativo di Villeurbanne sono altissime: accostato al primo Aubameyang per posizione in campo (è una seconda punta che ama partire da sinistra per accentrarsi sul destro), struttura fisica (è alto 187 cm) ed eleganza nei movimenti, Geubbels non ha avuto fortuna fin qui nella sua prima stagione nel Principato, condizionata dai ripetuti problemi fisici.

30.

RYAN
GRAVENBERCH

Ha solo 16 anni ed è già l’uomo dei record in casa Ajax: il più giovane esordiente in Eredivisie e il più giovane marcatore per la squadra di Amsterdam. Centrocampista centrale elegante e potente, si definisce “un serpente” per il modo in cui riesce a inserirsi tra le linee e a destreggiarsi tra gli avversari, prendendo ispirazione dal suo idolo Paul Pogba. Nato in Olanda da genitori di origini surinamesi, si candida ad essere ‘the next big thing’ in casa Ajax, sulla scia delle esplosioni di De Jong, De Ligt e Van de Beek.

31.

RHIAN BREWSTER

La luce in fondo al tunnel, un incubo durato 14 mesi che sembra ormai alle spalle: Brewster è pronto a recuperare il terreno perso per il grave infortunio alla caviglia subito nel gennaio del 2018. Stella assoluta della Nazionale inglese che ha vinto il Mondiale Under 17 nel 2017 – torneo chiuso col titolo di capocannoniere a quota 8 goal – l’attaccante londinese è un pupillo di Klopp, che ha spinto in prima persona per fargli firmare il rinnovo del contratto fino al 2023. Agile, dinamico, spietato sotto porta, Rhian trova il suo habitat ideale in area di rigore.

32.

EMILE
SMITH ROWE

Due goal in quattro presenze nella fase a gironi di Europa League, ai quali va aggiunto il sigillo in League Cup contro il Blackpool: lampi abbaglianti quelli regalati dal gioiello che l’Arsenal ha girato in prestito a gennaio al Lipsia per arricchire la sua crescita con un’esperienza all’estero. Nato a pochi chilometri da Londra, ha cominciato la sua avventura coi Gunners all’età di 10 anni, fino all’approdo in prima squadra. Trequartista o esterno sinistro di centrocampo, ha confermato a Goal di ispirarsi a De Bruyne: come il belga ama giocare a testa alta, spiccando per l’eleganza nei movimenti e la grande visione di gioco.

33.

ERLING BRAUT
HALAND

Norvegese, è nato a Leeds perché nel 2000 suo papà Alf-Inge (che i più attenti ricorderanno per la faida con Roy Keane) giocava in Premier League con lo United. Se il padre era un onesto difensore, Haland jr è invece una prima punta, dalla grande fisicità e dal mancino più che educato. Lanciato in prima squadra nel Molde nel 2017 da Ole Gunnar Solskjaer, è stato vicinissimo al Manchester United la scorsa estate, prima che il Salisburgo bruciasse la nutrita concorrenza (c’era anche la Juventus sulle sue tracce) versando 5 milioni nelle casse del club norvegese.

34.

JOSH SARGENT

Centravanti designato della Nazionale statunitense per i prossimi anni, si sta ritagliando il suo spazio nel Werder Brema dopo aver fatto faville nella Regionalliga Nord con la seconda squadra dei Grün-Weißen. 19 anni, nato in Missouri, Josh a Dicembre ha bagnato l’esordio in Bundesliga con un goal al suo primo tocco di palla nella sfida tra Werder e Fortuna Dusseldorf, quando erano passati solo 86 secondi dal suo ingresso in campo. Di lui colpisce la personalità, l’abilità nel gioco spalle alla porta e l’intelligenza nei movimenti in area di rigore. Il Werder ha già provveduto a blindarlo con un rinnovo pluriennale.

35.

LINCOLN

E’ il 9 della Nazionale Brasiliana Under 20, l’altra metà della prodigiosa coppia formata nelle giovanili del Flamengo con Vinicius Junior. Centravanti molto dinamico, tecnicamente dotato, bravo anche a rifinire scivolando qualche metro indietro per lanciare in porta i compagni. E’ anche uno specialista nei rigori, che calcia dopo una caratteristica rincorsa sincopata. Su di lui ha posato gli occhi da tempo l’Inter, che avrebbe mosso i primi passi col Flamengo in occasione dell’affare-Gabigol.

36.

SERGIO GOMEZ

Il ‘piccolo Iniesta’ sta attendendo il suo turno al Borussia Dortmund, che nel gennaio 2018 lo ha strappato al Barcellona pagando la clausola rescissoria da 3 milioni di euro. Per ora è arrivata la gioia dell’esordio in Champions League e la gavetta nella seconda squadra giallonera. Per vedere il delizioso mancino di Badalona tra i ‘grandi’ è solo questione di tempo, perché il talento non gli manca di certo. Ala sinistra o mezzapunta, ha incantato negli anni con le varie Nazionali giovanili spagnole, mostrando lampi da predestinato.

37.

JULIAN ALVAREZ

Il numero 9 del River Plate è sulle spalle strette ma già ben solide del talento cordobense, che Gallardo ha fatto esordire in Copa Libertadores nei supplementari della storica finale di ritorno contro il Boca Juniors. A 19 anni ha davanti a sé giocatori d’esperienza come Pratto, Suarez e Scocco da cui carpire i segreti del mestiere, ma nonostante la concorrenza ‘El Muñeco’ lo tiene in grande considerazione. Seconda punta che ama arretrare per giocare il pallone, pur non essendo un centravanti ha viaggiato nelle giovanili alla media di un goal ogni 2 partite. Nel suo passato anche un provino con il Real Madrid.

38.

JUAN MIRANDA

Il Barcellona crede fortemente di avere in casa il futuro successore di Jordi Alba e l’esordio in Champions League contro il Tottenham potrebbe essere solo la prima di una lunga serie di gettoni europei per questo giovane terzino sinistro, cresciuto nel Betis e passato al Barça nel 2014. Juan Miranda non ricorda però Jordi Alba, rispetto al quale ha un fisico più slanciato e prestante (sfiora i 185 centimetri d’altezza), ma più l’ex Fiorentina Marcos Alonso.

39.

AMINE GOUIRI

Questa doveva essere la sua stagione ma un infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro ha frenato la sua ascesa. Ai box da agosto, il suo rientro sembra ormai imminente. Il Lione punta forte su di lui, tanto da avergli rinnovato il contratto fino al 2022, nonostante l’inevitabile incertezza sulle sue future condizioni fisiche. Per lui finora in carriera una manciata di presenze in prima squadra ma soprattutto una caterva di goal nelle giovanili, sia a livello di club che di Nazionali.

40.

OZAN KABAK

Rivelazione nella seconda metà del 2018 con la maglia del Galatasaray (club nel quale ha percorso tutta la trafila delle giovanili fino a diventare titolare in prima squadra), il giovane centrale turco è passato a gennaio allo Stoccarda per 11 milioni di euro, e in biancorosso sta confermando quanto di buono mostrato in patria e in Champions League. Difensore forte nell’anticipo e dotato di grande senso della posizione, ha dimostrato soprattutto nelle nazionali giovanili di aver anche un discreto feeling con il goal, come testimonia anche la doppietta realizzata a inizio marzo in Bundesliga contro l’Hannover.

41.

THIAGO ALMADA

E’ nato a Ciudadela nel quartiere di Fuerte Apache, gioca da trequartista e ha più classe che centimetri d’altezza: è immediato ed inevitabile il raffronto tra Carlos Tevez e il suo possibile erede, Thiago Almada, che come idolo ha proprio l’ex campione della Juventus. Classe 2001, grazie alle sue doti tecniche e alla sua sfrontatezza ha già conquistato Heinze, che lo ha lanciato in prima squadra senza troppi timori. ‘El Guayo’ è anche un pupillo di Sampaoli, che lo ha voluto come sparring partner negli allenamenti della Nazionale Argentina prima di Russia 2018.

42.

LEONARDO
CAMPANA

Capocannoniere del Campionato Sudamericano Under 20 2019 con 6 goal, ha trascinato l’Ecuador al trionfo a sorpresa in Cile, annotando il suo nome tra le grandi stelle della competizione. Centravanti longilineo, forte fisicamente e dotato di una buona progressione, è non a caso soprannominato ‘Caballo Blanco’ per la vigoria della sua falcata. Le sue prestazioni al Sub 20 avrebbero stuzzicato l’appetito di Borussia Dortmund e Napoli.

43.

ANTONIO MARIN

Nato a Zagabria, prodotto di quella straordinaria fucina di talenti che è il settore giovanile della Dinamo Zagabria, Antonio è un attaccante esterno che ha nella velocità, nel dribbling e nel senso del goal le sue armi più affilate. Come spesso accade con i giovani, ha ancora la tendenza ad essere un po' troppo individualista e poco avvezzo ai compiti difensivi, ma la stoffa è sicuramente di qualità pregiata. Il suo nome è finito sul taccuino degli scout di mezza Europa, con Milan e Manchester City in prima fila.

44.

GABRIEL BRAZAO

Dopo Alisson e Ederson la scuola brasiliana sembra aver sfornato un altro talento destinato a diventare uno dei migliori portieri d’Europa. L’Inter si è mossa con largo anticipo, assicurandosi il cartellino del gioiellino del Cruzeiro, atterrato in Italia però a Parma, tappa intermedia prima di vestire i colori nerazzurri. Pur non avendo ancora debuttato tra i professionisti, Brazao è già stato convocato nella Seleçao per le due amichevoli contro Uruguay e Camerun dello scorso novembre. Miglior portiere del Mondiale U17 nel 2017, Gabriel ha nell’agilità e nella reattività le sue armi migliori, caratteristiche che hanno spinto l’Inter a sognare per lui un futuro ‘alla Julio Cesar’.

45.

ANTE PALAVERSA

Il Manchester City non ha voluto correre rischi ed ha accelerato le operazioni per assicurarsi le prestazioni del centrocampista croato, bloccato a gennaio con un investimento da 7 milioni di euro. Palaversa resterà in prestito all’Hajduk Spalato fino al giugno 2000, il tempo di completare la sua crescita nel club in cui ha mosso i suoi primi passi da calciatore, fino a diventare una colonna dei Bili. Per struttura fisica (tocca i 187 centimetri d’altezza), visione di gioco e q.i. calcistico Ante ha tutte le carte in regola per andare ad occupare in futuro la posizione di Fernandinho, pur con caratteristiche che lo avvicinano più a Kroos che al brasiliano del City.

46.

MOHAMMED
IHATTAREN

17 anni compiuti a febbraio, la fiducia incondizionata di Mark van Bommel, che non ha avuto esitazioni a lanciarlo in prima squadra già da gennaio: in Olanda assicurano che il settore giovanile dei biancorossi ha prodotto il ‘nuovo Afellay’. Nato a Utrecht da genitori di origini marocchine, trequartista o esterno d’attacco, Ihattaren ruba l’occhio per l’eleganza dei movimenti e l’innata qualità nel piede mancino.

47.

BRENNER

50 milioni di euro: è il prezzo fissato dalla clausola con cui il Sao Paulo ha blindato Brenner, considerato il grande gioiello del Tricolor paulista. Classe 2000, una manciata di presenze in prima squadra ma soprattutto una caterva di goal a livello giovanile per questa punta rapida, brevilinea, che ama svariare su tutto il fronte dell’attacco. Nonostante sia ancora solo una promessa, a maggio scorso ha avuto l’opportunità di allenarsi con la Nazionale maggiore negli allenamenti di preparazione al Mondiale di Russia 2018.

48.

YARI
VERSCHAEREN

Il floridissimo settore giovanile dei biancomalva ha sfornato l’ennesimo talento: titolare fisso nello scacchiere di Rutten sin dall’inizio del 2019, questo giovanissimo trequartista è già diventato il pupillo di Astridpark. Per caratteristiche fisiche e tecniche può ricordare un altro centrocampista sbocciato da queste parti, Dennis Praet, anche se c’è chi, come l’ex ct della Danimarca (nonchè ex giocatore dell’Anderlecht) Morten Olsen, rivede in lui tratti di Christian Eriksen.

49.

TAKEFUSA KUBO

Restano altissime le aspettative intorno al nome di Takefusa Kubo, enfant prodige del calcio giapponese che il Barcellona aveva scovato a soli 9 anni, incappando però in una sanzione che aveva costretto il talentino nato a Kawasaki a ritornare in patria nel 2015. Dopo aver fatto la spola tra la prima e la seconda squadra dell’FC Tokyo e dopo una breve esperienza in prestito agli Yokohama Marinos, Take è atteso quest’anno alla prima vera stagione da titolare. Seconda punta o esterno destro, si fa notare per la sua piccata agilità e per la capacità di condurre il pallone col sinistro.

50.

CHRISTIAN
FRÜCHTL

E’ da tempo che in casa Bayern Monaco coltivano speranze su Christian Fruchtl, portierino classe 2000, uno dei fiori all’occhiello del settore giovanile del club tedesco, tanto che ai tempi di Guardiola partecipò al raduno in Qatar a soli 15 anni. Da giovanissimo ha cominciato da centrocampista ma ha presto capito che il suo futuro sarebbe stato tra i pali. Considerato il possibile erede di Neuer, è rimasto finora inevitabilmente all’ombra del campione tedesco. Fisico, doti atletiche e buona padronanza con i piedi tra le sue skills.