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Federico Zanon17 mar 2025
WOMEN'S FOOTBALL
Fiorentina

Amaci ancora, Veronica Boquete

Vederla giocare è un piacere per gli occhi. Un brivido intenso, una sensazione di estasi che poche giocatrici, in Italia, sono in grado di dare. Si scrive Veronica Boquete, si legge calcio. Quello che ci piace, che ci fa innamorare, che ci fa urlare "wow". A 37 anni, 38 il prossimo aprile, la spagnola continua a stupire, a fare la differenza, a colorare anche le giornate più grigie, a tenerci attaccati agli schermi. La partita di Biella contro la Juventus, nella terza giornata della Poule Scudetto, è stata l'ennesima opera d'arte di una carriera sempre in prima linea. Spagna, Francia, Germania, Svezia, Cina, Russia, Stati Uniti e, dal 2020, Italia, prima Milan, poi Fiorentina. Con la quale ha un contratto in scadenza a fine stagione. Nessuno sa cosa succederà a giugno, se ci sarà ancora il viola nel suo futuro oppure un'altra sfida. La speranza, in tal caso, che possa essere ancora sul campo.

Perché una così è difficile da trovare. Una che ha due bacchette magiche al posto dei piedi è un dono prezioso per il nostro calcio, per una Serie A femminile che ha bisogno di donne, nono solo atlete, del suo spessore per continuare a crescere. La prova contro la Juventus, prima in classifica e candidata numero uno alla vittoria dello scudetto, dopo due anni a tema Roma, è la fotografia della sua carriera. Due gol d'antologia (il primo, un sinistro a incrociare dopo aver saltato Begamaschi, il secondo, un arcobaleno su calcio punizione) e 80' minuti (sostituita da Georgieva nel finale) da leader, a correre, supportare, incitare. A tenere alta l'asticella. Una perfezionista, che non lascia nulla al caso.

Veronica Boquete è questo e tanto altro. E' una paladina del calcio femminile, un modello da seguire per migliore un movimento che, in Italia, deve ancora fare il salto di qualità. Per Vero non esiste "l'io" senza "il noi". E' l'unione che fa la forza, è il talento che deve essere messo al servizio degli altri. Dentro e fuori dal campo. "Per molto tempo le calciatrici non hanno avuto la forza di unirsi e fare pressione per una giusta causa. In passato era più un impegno individuale, ora però sono felice e orgogliosa perché sembra che qualcosa stia cambiando e che si sia capito che, così come in campo, la forza del gruppo è importante anche al di fuori" ha detto in un'intervista a Ultimo Uomo. Boquete ha spinto EA Sports a introdurre il calcio femminile nel videogioco di calcio più popolare al mondo, ha contribuito all'allontanamento del commissario tecnico Ignacio Quereda e al rinnovo dell'area tecnica della nazionale spagnola e lotta da anni contro sessismo, omofobia e patriarcato. Boquete fa bene al calcio femminile, fa bene a chi lo ama.