Tanto che nel 2019 la Juventus prova seriamente a cedere Dybala tramite uno scambio che dovrebbe portare l'argentino al Manchester United e Lukaku in bianconero. Alla fine però non se ne fa nulla.
Sotto la guida di Maurizio Sarri, la Joya torna a brillare realizzando 17 goal a cui vanno aggiunti ben 14 assist. Numeri di nuovo in linea con quanto ci si attende da uno come lui.
Il periodo buio, insomma, sembra alle spalle. Ma non sarà così. Nel 2020/21, infatti, Dybala trascorre più tempo in infermeria che sul campo e alla Juventus iniziano a serpeggiare i primi dubbi.
Dubbi che deflagrano definitivamente nel 2022, quando a marzo il nuovo amministratore delegato Maurizio Arrivabene annuncia la rottura: "Il contratto di Dybalanon è stato rinnovato, non ci sono spiragli. Un cambiamento c'è stato con il mercato di gennaio e con l'arrivo di Vlahovic. È cambiato l'assetto tecnico della squadra. Parte di questi cambiamenti riguardano il contratto di Dybala che oggi non è stato rinnovato. C'è stato un incontro, un incontro amichevole, molto chiaro e rispettoso.Da parte di Juventus sarebbe stato facile fare un'offerta molto molto al ribasso però poco rispettosa nei confronti di Paulo. È un giocatore che ha passato 7 anni della sua carriera con noi; quel tipo di offerta non avrebbe dimostrato il rispetto che c'è nei suoi confronti e sicuramente non avrebbe aiutato quelli che saranno i passi futuri della sua carriera.La decisione è stata presa, abbiamo pensato molto. Però voglio dire che è importante sottolineare una cosa: la dirigenza della Juventus non prende decisioni contro la Juventus, la dirigenza della Juve prende delle decisioni per il bene della Juventus".