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Mourinho FenerbahçeGetty Images

Tempi durissimi per Mourinho in Turchia: "Il suo Fenerbahçe è un mix di infelicità e sconforto"

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José Mourinho si era posto un doppio obiettivo al momento della firma con il Fenerbahçe: rialzare le sorti della squadra sia in Turchia che in Europa e rialzare pure le sue, di sorti, pochi mesi dopo aver concluso anzitempo e con un esonero la propria avventura triennale sulla panchina della Roma.

Fino a questo momento, il portoghese non ha concretizzato nemmeno uno dei due propositi. In campionato non è riuscito a spodestare il Galatasaray, campione per un soffio nella scorsa stagione e di nuovo capolista. E in Champions League è stato eliminato addirittura al playoff, dovendo mestamente ripartire dall'Europa League.

E così, in Turchia le polemiche hanno già cominciato ad assumere toni piuttosto pesanti. Specialmente dopo il pareggio per 2-2 di domenica in casa del Samsunspor, che ha ulteriormente allontanato il Fenerbahçe dalla vetta della Super Lig.

  • RISULTATI MEDIOCRI

    I punti che separano la squadra di Mourinho dal Galatasaray capolista, vincente sabato per 3-0 in casa dell'Antalyaspor grazie anche a una strepitosa rovesciata di Osimhen, sono ora 8: 25 contro 17. Attualmente il Fenerbahçe è quarto, dietro anche al Besiktas del capocannoniere Immobile (a segno anche domenica su rigore) e allo stesso Samsunspor.

    La classifica ha comunque un asterisco: il Fenerbahçe ha una partita in meno rispetto al Galatasaray, e vincendo potrebbe dunque accorciare le distanze dalla capolista. Ma per chi pochi mesi fa si è giocato il titolo fino alla fine, si tratta di un passo indietro piuttosto evidente.

    Un passo indietro che, naturalmente, fa il paio con quanto accaduto ad agosto in Champions League: la sconfitta per 2-1 in casa del Lilla e il pareggio per 1-1 della gara di ritorno condannavano il Fenerbahçe e Mourinho, desideroso quest'ultimo di tornare dopo anni sul più grande palcoscenico continentale, a una rapida eliminazione.

    In Europa League sta andando meglio, ed è una piccola consolazione: Dzeko e compagni hanno collezionato quattro punti nelle prime due giornate. Il vero banco di prova sarà giovedì, in casa contro il Manchester United. Per Mourinho sarà una notte da ex.

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  • "INFELICITÀ E SCONFORTO"

    Dopo il pareggio contro il Samsunspor, gara che il Fenerbahçe stava conducendo per 2-1 prima di subire il definitivo pareggio a due minuti dalla fine, l'ex portiere Volkan Demirel (17 anni a Istanbul, 63 presenze con la Turchia) non ci ha visto più e a Fanatik ha sbottato:

    "In questo momento, al Fenerbahçe c'è un mix di infelicità e sconforto. Perché questa infelicità? Per l'ambiente in cui si trovano i giocatori. Perché questo sconforto? Perché ci aspettavamo tutti qualcosa. Ce lo aspettavamo da Mourinho, ce lo aspettavamo per il mercato fatto.

    Si diceva: vediamo cosa succede dopo la pausa per le nazionali. Ma al momento non è cambiato nulla. E tutto ovviamente continuerà così com'è. Abbiamo aspettato per capire se avremmo visto un cambiamento, una variabilità, ma non è successo. Non abbiamo visto alcun cambiamento nel modo di giocare le partite in casa e in trasferta. Sei in vantaggio 2-1 e sai già che il Fenerbahçe si metterà con sette uomini in difesa".

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  • FBL-EUR-C3-FENERBAHCE-UNION SGAFP

    LE POLEMICHE

    Più volte, come ha sempre fatto nel corso della propria carriera e pure in Italia, Mourinho ha avvertito il celebre "rumore dei nemici". Degli avversari, degli arbitri, di qualunque fattore esterno alla propria squadra.

    Il portoghese è stato ammonito per troppa foga in panchina già all'esordio in campionato, 1-0 contro l'Adana Demirspor. E non ha digerito il rigore assegnato al Lilla e trasformato da David, quello che ha segnato l'estromissione dalla Champions League del Fenerbahçe: "Solo l'arbitro e il VAR sanno perché è stato assegnato".

    Celebre anche l'episodio del pc, a fine settembre contro l'Antalyaspor: Mourinho ha posizionato il proprio computer davanti a una telecamera, con il fermo immagine di una decisione discussa da parte del direttore di gara. Che anche in questo caso non ha potuto fare altro che estrarre un cartellino giallo nei suoi confronti.

  • "CONTINUIAMO A CREDERCI"

    Dopo la partita contro il Samsunspor, Mourinho è stato punzecchiato dai giornalisti locali su alcune scelte di formazione, ribattendo colpo su colpo. E alla fine ha voluto rassicurare i sostenitori sul desiderio suo e della squadra di cambiare lo status quo.

    "Il messaggio che voglio dare ai tifosi è semplice: qui tutti lavorano sodo. Continuiamo così. Conosciamo questo campionato. Alcune squadre vincono le partite più facilmente. Prometto che faremo del nostro meglio per vincere tutte le partite fino alla fine del campionato. Giovedì avremo una sfida in un altro torneo, contro un grande club, di livello diverso dal nostro. Giocheremo due partite di fila in casa. Lottiamo insieme e continuiamo a crederci".

    La partita in questione è quella di giovedì contro il Manchester United, avversario mai banale per Mourinho: ha allenato i Red Devils dall'estate del 2016 al dicembre del 2018, mancando la Premier League ma conquistando l'Europa League. Proprio mentre il collega Ten Hag è finalmente tornato a vincere (2-1 al Brentford sabato), una nuova sconfitta renderebbe la vita di José ancora più complicata.

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