E’ giunto al capolinea il cammino europeo del Tottenham di questa stagione. La compagine londinese è stata eliminata agli ottavi di finale di Champions League da un eccellente Milan che, dopo essersi imposto per 1-0 nel match di andata, ha imposto agli Spurs un pareggio senza reti nella cornice del Tottenham Hotspur Stadium.
Un risultato prestigioso quello ottenuto dai campioni d’Italia che, non solo hanno complessivamente meritato, ma hanno anche mostrato grande maturità, mentre hanno oggettivamente deluso gli Spurs che pure si erano presentati all’appuntamento da teste di serie.
Il Tottenham era infatti riuscito a vincere il suo girone (il Gruppo D) che comprendeva anche Eintracht, Sporting Lisbona ed Olympique Marsiglia (tre vittorie, due pareggi ed una sconfitta), ma al primo ostacolo di un certo rilievo si è arenato.
La Champions League, ancora una volta, si è rivelata essere un torneo non troppo fortunato per Antonio Conte. Il tecnico italiano, parlando dopo il triplice fischio finale della sfida con il Milan ai microfoni di ‘Amazon Prime Video’, ha fatto capire di non voler parlare di competizione indigesta (“Non parliamo solo di allenatore, parliamo di squadre. Non vinco io, vince la squadra e la stessa cosa accade quando si perde. La domanda sull’Europa indigesta mi fa sorridere"), ma intanto i numeri certificano come siano state poche le soddisfazioni che si è tolto da allenatore in Champions.
Dal 19 settembre 2012, giorno della sua prima partita nella massima competizione continentale per club, all’8 marzo 2023, delle quarantadue partite disputate da una sua squadra, quindici sono state quelle vinte, a fronte di quattordici pareggi e tredici sconfitte.
Si tratta di risultati ottenuti ovviamente alla guida di Juventus (due le edizioni della Champions alla guida dei bianconeri), del Chelsea (un’edizione), dell’Inter (due edizioni) e ovviamente del Tottenham (edizione 2022/2023).
Il miglior risultato è arrivato al primo tentavo, ovvero quello con la Juventus nella stagione 2012/2013. In quell’occasione la squadra bianconera, dopo aver superato un girone che comprendeva anche Chelsea, Nordjaelland e Shakhtar, era riuscita a spingersi fino ai quarti di finale. Aveva infatti eliminato il Celtic con una doppia vittoria nei quarti (0-3 e 2-0), per poi arrendersi al Bayern di Jupp Heynckes che di lì a qualche mese si sarebbe laureato campione d’Europa.
Nell’edizione 2013/2014 la Juventus si è poi fermata alla fase a gironi (clamorosa la sconfitta nella gara decisiva con il Galatasaray), mentre in quella 2017/2018 (dopo la parentesi da commissario tecnico dell’Italia) con il Chelsea si è fermato agli ottavi di finale (ad eliminare i Blues sarà il Barcellona di Valverde grazie ad un 3-0 interno dopo l’1-1 dell’andata).
Nelle due annate vissute all’Inter (culminate con la conquista di uno storico Scudetto), Conte non è mai riuscito a superare la fase a gironi: terzo nel Gruppo F nell’edizione 2019/2020 alle spalle di Barcellona e Borussia Dortmund e quarto nel Gruppo B nell’edizione successiva alle spalle di Real Madrid, Borussia Monchengladbach e Shakhtar.
Per Conte, che la Champions League l’ha vinta da calciatore con la maglia della Juventus (ovviamente edizione 1995/1996), il rapporto con la massima competizione continentale negli ultimi dieci anni non è stato dunque dei migliori, mentre non lo stesso si può dire per l’Europa League.
Ha infatti partecipato a due sole edizioni del torneo e nella prima, con la Juventus, si è spinto fino in semifinale (stagione 2013/2014, i bianconeri vennero fermati dal Benfica), mentre nella seconda è andato ad un soffio dal trionfo con l’Inter (sconfitta per 3-2 contro il Siviglia in una drammatica finale giocata il 21 agosto 2020 a Colonia).
