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Flachi è a metà dei 12 anni di squalifica per doping: "Neanche avessi ammazzato qualcuno"

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Per la serie 'Che fine hanno fatto?' ecco l'ex talento di Fiorentina e Sampdoria Francesco Flachi . Oramai 40enne, l'ex attaccante ha ormai appeso gli scarpini al chiodo poco più di 5 anni fa, quando il Tribunale Nazionale Antidoping lo sanzionò con ben 12 anni di squalifica perchè nel 2009 venne trovato positivo alla cocaina, per la seconda volta dopo la positività riscontrata sempre alla cocaina durante un controllo antidoping del 2007 a seguito del quale venne squalificato per 24 mesi.

Oggi Flachi è proprietario di una paninoteca e un ristorante a Firenze ma anche allenatore di una squadra di Terza Categoria. Intervistato da 'Libero', Flachi si è raccontato a 360 gradi... " Io terzo cannoniere nella storia della Sampdoria? Ma se a 32 anni non mi capitava quello che mi è capitato, Vialli lo prendevo: io ne ho fatti 112, lui 126. Mancini a 132? E chi lo sa, magari prendevo anche lui ".

Sono ora passati 6 anni da quando è stato squalificato la seconda volta. Ne mancano altri sei per espiare la pena inflittagli dall'Antidoping... " Già, neanche avessi ammazzato qualcuno - ha proseguito Flachi - Per carità, ho sbagliato alla grande, ma non fino al punto di venire trattato come un criminale ".

Eppure, dopo quel Samp-Inter del 2007 Flachi non si aspettava di poter essere trovato positivo all'antidoping... " Assolutamente no - ha affermato - Non ci penso, sono tranquillo, in fondo sono passati 4 giorni dalla sera in cui mi sono 'lasciato andare'. Ero a cena con amici, festeggiavo la nascita di mio figlio... I locali? Mai frequentati. Le veline? Io al limite avevo 'la commessa', che poi è diventata mia moglie. No, ero solo un bravo ragazzo con un brutto vizio ".

Nel 1996 Flachi venne anche accusato di traffico di droga, ma il tutto si risolse in una bolla di sapone. Flachi spiega così cosa accadde: " Parlo al telefono con un ragazzo che conoscevo, vuole una maglia di Totti. Lui aveva brutti giri. Pensano che parliamo in codice e che 'quando mi porti la maglia' c'entri con la droga. Per fortuna riesco a chiarire tutto ".

Nel 2006, invece, Flachi incappò nel calcioscommesse e arrivarono due mesi di squalifica... " Altro clamoroso errore. Due ragazzi, tifosidi Samp e Genoa, fanno il mio nome in una telefonata. Uno dice all'altro 'chiedi a Flachi se sa qualcosa'. Io per 3 mesi ho il telefono sotto controllo e viene fuori che non c'entro niente, ma per la giustizia sportiva basta la 'presunzione di colpevolezza' e mi fermano ".

Nel 2009, poi, il colpo di grazia alla carriera di Flachi, con la seconda positività alla cocaina e la lunga squalifica... " La seconda volta sono già mentalmente fuori dal calcio - ha raccontato ancora Flachi - Ho una discussione con mister Iachini, mi sento preso per il culo, la sera mi 'lascio andare' e arriva il controllo... ".

E dopo la definitiva interruzione della carriera calcistica come vanno le cose? " Gli amici un tempo erano tanti - ha affermato ancora Flachi - Io ero più 'leggero' e legavo con tutti. Dopo la faccenda doping molti mi hanno tradito, si sono dileguati. Ne sono rimasti pochi ma veri, mi hanno aiutato nei momenti più duri. A volte in strada mi fanno le 'battute', ma non mi interessa. Attaccano me perché sono finito sui giornali e chiudono gli occhi su quello che accade in casa loro ".

Carriera finita per la cocaina. Eppure... " Se migliora la prestazione sportiva? No.  - ha detto Flachi - Neanche se la prendi il giorno prima. Se ne gira tanta negli spogliatoi? Assolutamente no. La droga non è un problema del calcio, è un problema dei singoli ".

Allena in Terza Categoria Flachi, ma ha anche una scuola calcio... " Con 140 bambini iscritti - spiega - I genitori? Mi conoscono come persona e sanno quanto valgo. Io in panchina? La squalifica mi impedisce persino di prendere il patentino. Do ordini e sbraito da dietro la rete. Ma c'è di peggio... ".

La squalifica lo costringe fuori, almeno ufficialmente, dal mondo del calcio... " Mio figlio vorrebbe andare allo stadio, ma io non posso accompagnarlo - ha raccontato ancora Flachi - Se vado a comprare i biglietti e dico il mio nome, risulto in una 'black list', una sorta di Daspo. Mi trattano come se fossi un malato. Più di una volta sono stato allontanato, per esempio in occasione dell'ultimo Samp-Lazio: è umiliante ".

" Riesco a vedere le partite solo se entro di nascosto - ha proseguito Flachi - Faccio comprare i biglietti ai miei amici, vado in gradinata, mi incappuccio per non farmi riconoscere. A volte incontro vecchi amici, dirigenti: vorrei salutarli ma cambio strada per non metterli in difficoltà. L'ultima partita che ho visto è stata Samp-Juve. Ripeto: non ho ucciso nessuno ".

Fra i crucci di Flachi c'è anche quello della partita d'addio al calcio... "La Samp mi sta aiutando, ma non è semplice - ha spiegato - Le faccio un esempio: da anni vorrei organizzare la mia partita di addio, un evento a scopo benefico con i ragazzi che per 8 anni hanno sofferto e gioito con me e con tutti i tifosi della Samp con cui ho un rapporto fraterno. Ogni volta sembra quella buona, ma poi servono i permessi della questura e si blocca tutto. L'anno scorso si sono mobilitati Ferrero e Mihajlovic ma niente, non ci siamo riusciti...".

Ma c'è oggi un Flachi? "Speriamo di no  - ha detto col sorriso sulle labbra Flachi - Devo dire che Eder mi piace molto, Cassano invece è l'ultimo genio del calcio. Se ho rifiutato club importanti? A 12 anni mi contatta Moggi per andare al Napoli, ma sono troppo piccolo per lasciare casa. Da 'grande' il Bayern Monaco e il Milan nel 2007. Per un attimo tentenno ma poi vince l'amore per la Samp".

Per il suo futuro Flachi si augura maggiore serenità... "Vorrei che la gente capisse che non sono 'il male del calcio' - ha detto - Che ho sbagliato ma in fondo ho danneggiato solo me stesso. Dopo sei anni forse posso essere perdonato".

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