Il contenzioso tra Cardiff e Nantes per il cartellino di Emiliano Sala fa registrare un nuovo colpo di scena.
La battaglia legale tra i due club appare senza fine a oltre quattro anni dal 21 maggio 2019, quando l’attaccante argentino perse la vita nel disastro aereo sul Canale della Manica con il velivolo su cui viaggiava e che si è inabissato in quel tratto di mare.
Dopo l’iniziale dolore per la tragedia in cui ha perso la vita Sala è iniziata una vera propria disputa tra il club gallese e quello transalpino sulla cifra pattuita per il trasferimento del calciatore, morto proprio mentre si stava dirigendo a Cardiff per perfezionare l’accordo con la formazione britannica.
L’ultimo episodio della vicenda racconta della citazione del Cardiff al Nantes con richiesta di un maxi risarcimento da circa 110 milioni di euro per “danni sportivi e d’immagine” legati a una perdita di reddito, depositata venerdì scorso tramite gli avvocati francesi Olivier Loizon e Laure-Anne Montigny.
"La società FC Nantes a pagare la somma, da perfezionare, di 100 milioni di euro con interessi al tasso legale, dalla sentenza, a fronte della perdita di reddito subita".
Il Cardiff attribuisce la colpa della morte di Emiliano Sala alla negligenza del Nantes e degli intermediari dell’operazione, che una volta conclusa la trattativa si occuparono di organizzare il viaggio verso il Galles.
Secondo il Nantes quella del Cardiff è solo l’ultima mossa in una disputa legale che ha visto il TAS respingere la richiesta del club britannico di non versare le ultime due rate per i 17 milioni di euro previsti dall’accordo per il trasferimento, di cui la prima da 6 milioni è stata già pagata.
Una no arrivato nel 2022 dal Tribunale Arbitrale dello Sport in quanto il contratto era stato già formalizzato prima della morte di Sala e che non prevedeva l’obbligo per il Nantes di organizzare il viaggio di Sala verso il Regno Unito.
La citazione a comparire è fissata per il prossimo 22 giugno, quando si capirà quali saranno gli sviluppi della vicenda e chi dovrà pagare in attesa di chiudere definitivamente una questione lunga oltre quattro anni.




