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Parla Daniele Conte, fratello di Antonio: "Concepisce solo la vittoria...ha chiamato così anche la figlia"

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Se avesse potuto scegliere magari avrebbe preferito gli stessi piedi piuttosto che gli stessi occhi,  ma per Daniele Conte l'invidia nel corso degli anni si è trasformata in orgoglio. "Nonostante la differenza d’età, fra di noi c’è sempre stato un rapporto molto intenso" - ha spiegato il fratello minore di Antonio a 'Tuttosport'.

La storia calcistica dei fratelli Conte inizia anni fa nella Juventina, squadra dove il padre faceva tutto, presidente-allenatore: " Tutti e tre (Antonio e Daniele hanno anche un altro fratello, Gianluca, ndr) abbiamo iniziato a giocare nella Juventina dove papà faceva tutto".

"Gianluca e Antonio giocavano a centrocampo - continua Daniele. Io ero difensore centrale. Poi tutti e tre siamo passati nelle giovanili del Lecce. Antonio però si è distinto presto, perché a 17 anni ha esordito in Serie A, e a 22 era alla Juve. Anche Gianluca era bravo, ma nel calcio, oltre alla bravura, devi avere tenacia e fame. E Antonio ne aveva più di tutti".

Poi il fratello minore racconta gli esordi del primogenito: "Quando Antonio ha esordito a 17 anni io ero piccolo. E' stata una grande emozione vederlo con maglia della squadra della nostra città. Appena ho potuto, ho fatto subito il raccattapalle e così da poterlo vedere da bordo campo".

Dopo il Lecce c'è stata subito la Juve, e Daniele riporta le sensazioni che gli raccontava il fratello stando in quel gruppo di campioni: "Aveva la luce negli occhi quando parlava di quel gruppo, diceva che stando accanto a Baggio, avrebbe imparato molto".

Passando ai tempi moderni, Daniele commenta il cambio tattico che Conte ha apportato come allenatore della Juventus: "La cosa importante è l'idea di gioco, non il modulo tattico.  La sua è una filosofia propositiva. Poi guarda tutto, dalla preparazione all’alimentazione. Cura tutto nei minimi dettagli e non lascia mai nulla al caso".

In chiusura, una battuta sulla vittoria dello Scudetto: " Conoscendolo so che non mollerà finchè non sarà matematicamente sconfitto. Del resto la vittoria è sempre stata nel suo dna, visto che per sua figlia ha scelto il nome Vittoria."



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