Lo 0-0 dell’Inghilterra contro la Scozia a Wembley ha lasciato strascichi pesanti per la nazionale dei tre leoni. La sentitissima partita che poteva e doveva essere la potenziale svolta si è trasformata nel momento forse più complicato degli ultimi tre anni, soprattutto a livello di entusiasmo. Anche la voglia di cantare ‘Football is coming home’ è calata, smorzata da un attacco che non riesce a carburare, macchinoso, senza idee e spesso anche senza dinamismo. E con una grande domanda che è diventata il tema principale intorno alla squadra: perché Jadon Sancho non gioca?
Il classe 2000 di proprietà del Borussia Dortmund negli ultimi tre anni è entrato tra goal e assist in oltre 100 reti, segnandone 49 e assistendone 60. L’esterno destro nato a Londra ha scelto la Bundesliga per lanciarsi, facendo la scelta giusta. Anche a costo di ‘voltare le spalle’ a quello che era uno dei suoi più grandi estimatori, ovvero Pep Guardiola, che avrebbe voluto portarlo in prima squadra al Manchester City, dove Sancho è cresciuto. La sua crescita in Germania è stata esponenziale, tanto che su di lui oggi c’è un’etichetta del prezzo che recita 90 milioni di euro più bonus, cifra a cui il Manchester United si starebbe avvicinando sempre di più secondo le voci di mercato che filtrano negli ultimi giorni.
In carriera Sancho ha già giocato 150 partite da professionista, tre edizioni della Champions League, ha vinto una finale di Coppa di Germania da assoluto protagonista in finale con una doppietta più assist per il suo amico e coetaneo Haaland. Insomma ha già dimostrato che quella quasi tripla cifra di milioni, un’enormità specialmente post Covid-19, non è casuale. Anche perché si parla di un giocatore che ha compiuto 21 anni lo scorso 25 marzo e che ha quindi ancora almeno una decina d’anni di carriera al top.

Prossima partita
Ci ha messo poco anche a diventare protagonista con la nazionale inglese, con l’esordio a 18 anni e 6 mesi e un posto fisso nella rosa. 19 le presenze già accumulate, 10 delle quali da titolare, incidendo già in 8 occasioni tra goal e assist. Il suo posto nella rosa dei 26 per Euro 2020 non è mai stato in dubbio, così come probabilmente non lo sarebbe stato in caso le rose fossero rimaste solo a 23. Eppure, all’Europeo Jadon Sancho non ha giocato nemmeno un minuto. E non solo: nella prima partita contro la Croazia era sì a Wembley, ma in tribuna. Fuori dalla distinta.
La vittoria grazie al goal di Sterling aveva comunque annebbiato la questione. Nella seconda gara contro la Scozia, Sancho si è seduto in panchina. Nonostante la disarmante sterilità dell’attacco inglese, Southgate non gli ha concesso nemmeno un minuto. Il CT ha impiegato soltanto due dei cinque cambi disponibili, inserendo Grealish e Rashford rispettivamente al 63’ al posto di Foden - altra sostituzione che ha fatto discutere - e al 74’ al posto di Kane.
L’asso del Dortmund, invece, è rimasto a guardare. Le telecamere lo hanno spesso cercato, nei social di tutto il mondo è entrato in tendenza. Il campo, però, non l’ha visto. Nonostante la sua creatività sembrava davvero poter essere la chiave per provare a cambiare le sorti della partita.
In breve tempo, Sancho è diventato un caso. Lo stesso Southgate è stato interpellato dalla stampa riguardo il poco spazio concesso al numero 7 del Borussia Dortmund.
“Abbiamo molte opzioni esplosive in attacco e molti di questi sono giocatori giovani che stanno vivendo un grande torneo per la prima volta nella loro carriera. Per questo come staff dobbiamo essere realisti riguardo ciò che ci aspettiamo da loro individualmente. Jadon fa parte di quelli. Si è allenato bene nelle ultime settimane e certamente sarà un’opzione tra cui scegliere”.

La motivazione dell’esperienza è stata vista come un espediente debole, visto che Sancho a 21 anni ha già oltre 150 partite all’attivo da professionista e ottima esperienza sia di Champions League che di partite decisive. Inoltre, altri giocatori meno esperti sono stati tra gli intoccabili di Southgate, come ad esempio Rice o Kalvin Phillips, due dei principali interpreti, così come il 17enne Bellingham che ha esordito contro la Croazia a partita in corso.
Sancho, invece, fa parte di coloro che attendono ancora la prima chiamata per entrare. Chiamata Invocata dalla stragrande maggioranza degli opinionisti contro la Scozia: anche l'ex Arsenal Ian Wright è stato molto critico verso Southgate, affermando a ITV che “uno da 16 goal e 20 assist non entra nemmeno quando dobbiamo creare occasioni”.
Il talento di Londra attende ancora il suo turno. Contro la Repubblica Ceca, senza Mason Mount e con Harry Kane in un periodo poco brillante, gli occhi saranno ancora su di lui. E su Gareth Southgate, l’uomo chiamato a fare delle scelte per vincere e riportare anche l’entusiasmo. Specialmente in quest’estate in cui Wembley sarà il centro di gravità di Euro 2020.