Quando 15 mesi fa Piermario Morosini perse tragicamente la vita allo stadio 'Adriatico' di Pescara, il mondo del calcio subì uno choc ancora fresco nella memoria di molti. Choccante fu, in seguito, anche il racconto della vita dello sfortunato calciatore, costellata da tragedie e lutti.
La morte della madre Camilla, del padre Aldo ed anche quella di un fratello. E poi quella sorella, Maria Carla, che Piermario amava con tutto se stesso e che, a causa di una grave disabilità psichica, necessitava costantemente di aiuto. Dopo la morte di 'Moro', il mondo del calcio si mobilitò immediatamente a sostegno della sfortunata ragazza, con promesse di aiuti - economici e non solo - che piovvero da ogni dove.
Ad oggi, però, secondo quanto riportato oggi da 'Bergamo News', le promesse sono rimaste tali. Dopo quel tragico 14 aprile, si erano fatti avanti in tanti, a cominciare da Totò Di Natale, capitano dell'Udinese che, in prima persona, affermo di volersi assumere la responsabilità.
A lui fece eco il presidente del club friulano, Gino Pozzo, e quello del Livorno Aldo Spinelli che promisero un sostegno alla famiglia del giocatore. A mettere tutti d'accordo, però, fu il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi, il quale decise di farsi carico in prima persona della situazione, inducendo l'Udinese a diramare un importante comunicato formale: "L’Udinese Calcio e la Onlus "Udinese per la Vita" sospendono ufficialmente la raccolta fondi per garantire il vitalizio a Maria Carla Morosini. La decisione nasce di comune accordo con Atalanta Calcio, una volta appresa la volontà del presidente Antonio Percassi di occuparsi, in qualità di rappresentante della Bergamo calcistica, in prima persona e in piena autonomia, per tutto il resto della vita della sorella del compianto Piermario".
A quanto pare, però, sul piano pratico - e soprattutto economico - non si è ancora mosso nulla. E adesso, dopo il polverone sollevato da 'Bergamo News', sono attesi chiarimenti e spiegazioni da parte del presidente Percassi. Ma non soltanto da lui...
La morte della madre Camilla, del padre Aldo ed anche quella di un fratello. E poi quella sorella, Maria Carla, che Piermario amava con tutto se stesso e che, a causa di una grave disabilità psichica, necessitava costantemente di aiuto. Dopo la morte di 'Moro', il mondo del calcio si mobilitò immediatamente a sostegno della sfortunata ragazza, con promesse di aiuti - economici e non solo - che piovvero da ogni dove.
Ad oggi, però, secondo quanto riportato oggi da 'Bergamo News', le promesse sono rimaste tali. Dopo quel tragico 14 aprile, si erano fatti avanti in tanti, a cominciare da Totò Di Natale, capitano dell'Udinese che, in prima persona, affermo di volersi assumere la responsabilità.
A lui fece eco il presidente del club friulano, Gino Pozzo, e quello del Livorno Aldo Spinelli che promisero un sostegno alla famiglia del giocatore. A mettere tutti d'accordo, però, fu il presidente dell'Atalanta Antonio Percassi, il quale decise di farsi carico in prima persona della situazione, inducendo l'Udinese a diramare un importante comunicato formale: "L’Udinese Calcio e la Onlus "Udinese per la Vita" sospendono ufficialmente la raccolta fondi per garantire il vitalizio a Maria Carla Morosini. La decisione nasce di comune accordo con Atalanta Calcio, una volta appresa la volontà del presidente Antonio Percassi di occuparsi, in qualità di rappresentante della Bergamo calcistica, in prima persona e in piena autonomia, per tutto il resto della vita della sorella del compianto Piermario".
A quanto pare, però, sul piano pratico - e soprattutto economico - non si è ancora mosso nulla. E adesso, dopo il polverone sollevato da 'Bergamo News', sono attesi chiarimenti e spiegazioni da parte del presidente Percassi. Ma non soltanto da lui...
