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Tragedia sfiorata in Ucraina: Gusev rischia di soffocarsi con la lingua

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In tantissimi avranno ripensato a quel 25 agosto del 2007, quando le cose, a differenza di oggi, non andarono altrettanto bene. Antonio Puerta, 23enne del Siviglia, subì un arresto cardiaco nella gara tra il suo club e il Getafe, morendo tre giorni dopo. Oggi, invece, ha avuto più fortuna Oleg Gusiev.

Si giocava questo pomeriggio una gara del campionato ucraino tra il Dnipro e la Dinamo Kiev: al minuto 21 del primo tempo il capitano degli ospiti, Oleg Gusev, è stato atterrato in area da un’uscita a valanga di Bokyo, portiere dei padroni di casa.

Una situazione che ha messo in allarme subito giocatori e panchina, con Gusiev che ha perso conoscenza immediatamente. Un difensore del Dnipro, il georgiano Jaba Kankava, però è riuscito a non farsi prendere del panico, aiutando il centrocampista ucraino, tirando la lingua del malcapitato prima che lo stesso Gusiev si soffocasse.

Poco dopo l’uscita dal campo, il calciatore si è alzato piedi e ha ripreso conoscenza tra il sollievo delle due squadre, dei tifosi allo stadio e di ogni telespettatore intento a guardare il match. Una tragedia sfiorata insomma, mentre in altre occasioni non è andata altrettanto bene.

Nel 2007 Puerta riuscì a dirigersi verso gli spogliatoi per il cambio, ma venne colpito da altri arresti cardiaci. Condotto all'ospedale più vicino da un'ambulanza, morì tre giorni dopo in seguito ad un peggioramento delle sue condizioni, gravi sin dal principio.

A novembre dello scorso anno invece è scomparso durante una partita Under 20, un giovane calciatore di nome Qoussai Emad el-Khawalda, difensore dell’Al-Faisaly. Non era stato possibile rianimare il giocatore, nonostante il pronto intervento dei compagni. Soffocato dalla sua stessa lingua, sulla sua morte influirono anche i soccorsi arrivati in ritardo.

Stavolta ci ha pensato Kankava ad evitare il peggio. Gusiev, i tifosi e i famigliari del giocatore del Kiev ringraziano sentitamente. Per il classe '83 un trauma cranico 1° grado, la mascella rotta e un dente buttato giù. Per fortuna nulla più. In campo è finita 2-0 per il Dnipro. E a chi importa?
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